Trentatré anni dopo, Oria torna a pronunciare i nomi di Maria Marsella, Antonia Carbone e Maria Dell’Aquila, le tre lavoratrici agricole che il 25 agosto 1993 persero la vita mentre venivano trasportate verso i campi. Una tragedia diventata uno dei simboli più dolorosi dello sfruttamento della manodopera agricola e della battaglia contro il caporalato.
Domani, martedì 25 agosto, alle ore 18, la FLAI CGIL di Brindisi sarà davanti al Monumento alle vittime del caporalato di Oria, in via Latiano, per una cerimonia di commemorazione dedicata alle tre braccianti e, attraverso la loro memoria, a tutte le donne e gli uomini che hanno pagato e continuano a pagare il prezzo dello sfruttamento nel lavoro agricolo.
All’iniziativa parteciperanno Silvia Guaraldi, segretaria nazionale della FLAI CGIL, con delega anche al contrasto allo sfruttamento e al caporalato, Antonio Ligorio, segretario generale della FLAI CGIL Puglia, e Gabrio Toraldo, segretario generale della FLAI CGIL di Brindisi. I saluti istituzionali saranno affidati al sindaco di Oria, Cosimo Ferretti.
«Il 25 agosto non può essere soltanto una data sul calendario – afferma Gabrio Toraldo –. I nomi di Maria Marsella, Antonia Carbone e Maria Dell’Aquila ci ricordano che dietro la parola caporalato ci sono persone, famiglie, vite spezzate e diritti negati. Ricordarle significa assumere ancora oggi la responsabilità di impedire che il bisogno di lavorare possa trasformarsi in uno strumento di ricatto e di sfruttamento».
A poche settimane dai dieci anni della Legge 199
La commemorazione del 2026 assume un significato particolare perché cade alla vigilia del decennale della Legge 199 del 29 ottobre 2016, uno dei passaggi più importanti compiuti dall’ordinamento italiano nella lotta al caporalato, al lavoro nero e allo sfruttamento del lavoro in agricoltura.
La norma, entrata in vigore il 4 novembre 2016, ha rafforzato l’articolo 603-bis del Codice penale sull’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro, rendendo perseguibili non soltanto le forme illegali di reclutamento della manodopera, ma anche l’utilizzo e l’impiego di lavoratori in condizioni di sfruttamento approfittando del loro stato di bisogno.
Accanto alla repressione penale, la Legge 199 ha rafforzato anche gli strumenti di prevenzione, intervenendo sulla Rete del lavoro agricolo di qualità e sulle sue articolazioni territoriali, chiamate a favorire legalità, trasparenza del mercato del lavoro, contrasto al sommerso e all’evasione contributiva e una migliore organizzazione dei flussi di manodopera.
A dieci anni dall’approvazione della norma, per la FLAI CGIL la sfida resta però quella della sua piena attuazione, soprattutto sul terreno della prevenzione: rafforzamento del collocamento pubblico, trasporti sicuri e legali, controlli, condizioni abitative dignitose, contrasto al lavoro nero e grigio e funzionamento effettivo delle sezioni territoriali della Rete del lavoro agricolo di qualità.
«La Legge 199 è stata una conquista fondamentale, ottenuta dopo anni di battaglie sindacali e dopo troppe tragedie – sottolinea Toraldo –. Ma il decennale deve essere anche un momento di verifica. Le leggi sono indispensabili, ma devono vivere nei territori, nei controlli, nei trasporti, nell’incontro legale tra domanda e offerta di lavoro e nella capacità di raggiungere le persone prima che finiscano nelle mani dello sfruttamento».
Il 25 agosto 1993, la tragedia di Oria
La memoria torna inevitabilmente a quella mattina del 25 agosto 1993. Maria Marsella, Antonia Carbone e Maria Dell’Aquila erano dirette, insieme ad altre lavoratrici, verso i campi per una giornata di lavoro. Viaggiavano su un pulmino sovraffollato che, dopo una collisione, uscì dalla carreggiata. Per loro non ci fu scampo e diverse altre lavoratrici rimasero ferite.
Da allora quella tragedia appartiene non soltanto alla storia di Oria e della provincia di Brindisi, ma alla memoria del movimento sindacale e della lunga battaglia per liberare il lavoro agricolo dall’intermediazione illegale, dalla precarietà estrema e da ogni forma di sfruttamento.
Il monumento di Oria davanti al quale si svolgerà la cerimonia rappresenta per questo un luogo di memoria, ma anche un richiamo permanente alla responsabilità delle istituzioni, delle organizzazioni sindacali, delle imprese e dell’intera comunità.
«Diritti, dignità, sicurezza e legalità»
La FLAI CGIL di Brindisi ribadisce che la lotta al caporalato non può essere considerata una battaglia consegnata al passato. Cambiano i meccanismi dello sfruttamento, cambiano le persone più esposte e le forme attraverso cui viene esercitato il ricatto, ma resta la necessità di garantire a ogni lavoratrice e a ogni lavoratore contratti regolari, salari corretti, sicurezza, trasporti dignitosi, tutela previdenziale e pieno rispetto dei diritti.
La presenza a Oria della segretaria nazionale Silvia Guaraldi, del segretario generale della FLAI CGIL Puglia Antonio Ligorio, del segretario generale della FLAI CGIL di Brindisi Gabrio Toraldo e del sindaco Cosimo Ferretti vuole rafforzare proprio questo messaggio: unire memoria, istituzioni e azione sindacale in un territorio nel quale il lavoro agricolo continua ad avere un peso economico e sociale rilevante.
«Ricordare significa continuare a lottare – conclude Toraldo –. A Maria, Antonia e Maria dobbiamo qualcosa di più di una commemorazione. Dobbiamo l’impegno quotidiano perché nessuno sia più costretto a scegliere tra il bisogno di lavorare e la propria dignità. Nei campi devono esserci lavoro regolare, sicurezza, diritti e legalità. Non può esistere agricoltura di qualità senza qualità del lavoro».
La FLAI CGIL di Brindisi invita lavoratrici, lavoratori, cittadini, rappresentanti delle istituzioni e del mondo associativo a partecipare alla cerimonia di domani, martedì 25 agosto, alle ore 18, davanti al Monumento alle vittime del caporalato di Oria.
Ricordare per non dimenticare. Ricordare per continuare a lottare.
Flai-Cgil Brindisi
