March 22, 2026

Si accende lo scontro politico dopo le dichiarazioni dell’ex capo di gabinetto della Regione Puglia, Giuseppe Catalano, pronunciate nel corso di un dibattito sull’economia del mare. Frasi che, tra ironia e provocazione, hanno innescato una vera e propria bufera.
“Un po’ è vero che i brindisini sono i più sfigati della Puglia…”, ha detto Catalano, aggiungendo poi che Brindisi affronta problemi molto seri, “quasi più gravi di quelli di Taranto, che almeno ha l’attenzione politica”. Parole accompagnate da risate in sala e che, in poche ore, hanno sollevato indignazione trasversale.

 

Tra i primi a intervenire il parlamentare di Forza Italia Mauro D’Attis, che ha definito “farneticanti” le dichiarazioni, stigmatizzando soprattutto il clima di leggerezza con cui sono state accolte. D’Attis ha chiesto scuse pubbliche e annunciato iniziative sul fronte del traffico crocieristico, con l’intenzione di coinvolgere anche il ministro Matteo Salvini.

 

Duro anche l’intervento del capogruppo azzurro a Palazzo di città, Nicola Di Donna, che parla di “ennesima conferma” della scarsa considerazione riservata a Brindisi negli ultimi anni. Nel mirino le scelte che, secondo Forza Italia, avrebbero penalizzato il territorio: dalla perdita di funzioni strategiche fino al ridimensionamento di servizi e infrastrutture.

 

Invoca rispetto e unità istituzionale il presidente del Consiglio regionale pugliese, Toni Matarrelli, che definisce “denigratorio” il linguaggio utilizzato: “Brindisi non è un caso su cui scherzare, ma una città con un ruolo strategico per l’intera regione”. Matarrelli invita Catalano a rettificare, richiamando alla responsabilità chi ha ricoperto incarichi pubblici.

 

Dal Partito Democratico cittadino, il segretario Francesco Cannalire adotta un tono più articolato: pur giudicando “infelici” le espressioni, evidenzia come nelle parole di Catalano emerga anche un dato politico, ovvero il riconoscimento di un deficit di attenzione verso Brindisi. Da qui la richiesta di trasformare quella constatazione in impegni concreti.

 

Sulla stessa linea la consigliera regionale Isabella Lettori, che parla di “rammarico” per dichiarazioni che non rendono giustizia alla dignità e al potenziale della città.

 

Ancora più netta la condanna del consigliere comunale Diego Rachiero, che parla di “offesa gratuita” e chiede scuse immediate, sollecitando anche una presa di distanza ufficiale da parte della Regione. Per Rachiero, le parole di Catalano confermerebbero un pregiudizio nei confronti del territorio brindisino.

 

I consiglieri Lino Luperti e Michelangelo Greco, che parlano di dichiarazioni “incommentabili” e rilanciano la necessità di una ritrovata unità locale per rivendicare quanto sottratto negli anni.

Il consigliere regionale e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Luigi Caroli attacca duramente: “Le offensive parole di Catalano sono l’esatta fotografia della considerazione che il centrosinistra pugliese ha per la provincia di Brindisi e per la sua città capoluogo”. Caroli punta il dito contro vent’anni di governo regionale, da Nichi Vendola a Michele Emiliano, accusati di aver “umiliato queste comunità”, e parla di “lista lunga dei disastri” tra sanità, Xylella e sviluppo dell’Aeroporto del Salento. Da qui la richiesta: scuse pubbliche e chiarimenti sul presunto disinteresse verso il territorio.

Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere regionale Tommaso Gioia, che definisce le dichiarazioni “inaccettabili” e “un’offesa gratuita e ingiustificata a un’intera comunità”. Gioia respinge con forza la narrazione proposta da Catalano: “Brindisi non è la ‘cenerentola’ della Puglia, ma un motore economico strategico per energia, logistica portuale e aerospazio”. E aggiunge: “Non abbiamo bisogno di compassione, ma di investimenti certi e programmazione”. Il consigliere rivendica il lavoro istituzionale svolto e chiede rispetto per un territorio che contribuisce in modo significativo al PIL regionale.

Ancora più duro il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Antonio Scianaro, che definisce “grave” l’uscita di Catalano e la collega a una critica più ampia alla gestione del centrosinistra guidato da Emiliano: “I brindisini, come altri pugliesi, hanno avuto una sfortuna: essere stati governati per anni in questo modo”. Scianaro chiede scuse “immediate e pubbliche”, parlando di affermazioni che non possono essere archiviate come una semplice battuta.

A chiudere, la presa di posizione del Movimento 5 Stelle di Brindisi, che parla di parole “semplicemente indegne” e di “ritratto arrogante di un potere politico che per anni ha trattato questo territorio come una periferia”. Il M5S chiede scuse senza ambiguità e rilancia il nodo politico: “Il punto non è solo l’insulto, ma la cultura politica che quell’insulto rivela”. Da qui la richiesta di una visione chiara su porto, economia e sviluppo e di un cambio di passo nelle politiche regionali.

 

La polemica resta aperta. Sullo sfondo, oltre alle parole, emerge una questione più ampia: il ruolo di Brindisi nel sistema regionale e la richiesta, sempre più insistente, di attenzione, investimenti e pari dignità.

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