September 29, 2020

Brundisium.net
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In questi mesi, la FIOM CGIL di Brindisi, di concerto con la CdLT di Brindisi, è impegnata nel verificare le condizioni di lavoro degli operai Metalmeccanici che operano in appalto nei poli industriali, in relazione ad una pluralità di criticità esistenti i cui effetti ledono le legittime aspettative degli stessi.

 

Non è più tollerabile che ad ogni cambio d’appalto il committente di turno faccia ricorso ad alchimie burocratiche, che nascondono debolezze sostanziali, per avere appalti al massimo ribasso, colpendo duramente i diritti dei Lavoratori.

 

Nell’ultimo periodo, ad esempio, si è assistito ad una forte escalation di infortuni sul lavoro. Questo perché la sicurezza nei cantieri ha un costo ingente che porta le aziende affidatarie degli appalti a “risparmiare” sulla vita dei propri operai e, quindi, la L.81/08 viene applicata poco e male.

 

A questo aggiungasi che le gare non contengono quasi mai clausole di salvaguardia del personale e questo perché le grandi committenti sino ad oggi, sebbene le parti sociali lo abbiano chiesto a più voci, non hanno avuto la sensibilità di tutelare il personale storico.

 

Allo stato, migliaia di operai, incardinati negli appalti dei grandi Poli Industriali, tutti dipendenti dall’indotto, che si occupa della manutenzione degli impianti, sono in attesa di conoscere se, con le nuove gare, saranno assunti, e se si, a quali condizioni.

 

Tutto questo personale, altamente specializzato, è periodicamente sottoposto all’alea del rinnovo contrattuale, perché non si è mai inteso addivenire ad una accordo territoriale che tuteli le maestranze dell’intero indotto.

 

Dunque, ancora una volta, la FIOM CGIL chiede un intervento che tenga a cuore le sorti di oltre 1000 famiglie che non possono avere la dignità di un posto di lavoro fisso, perché le gare vengono svolte senza il rispetto di quei criteri minimi di sicurezza ed al massimo ribasso.

 

La clausola sociale per questa platea di lavoratori deve essere una presa di responsabilità ed un atto di civiltà per tutte quelle multinazionali che affidano la manutenzione alle varie aziende del settore, oltre ad evitare il peggioramento delle condizioni di lavoro degli stessi dovuto al passaggio a contratti collettivi meno onerosi per le Aziende che intendono sfruttare i Lavoratori.

 

E’ giunto il momento che le Parti interessate attivino “un tavolo permanente sul lavoro in appalto”, con il potere di verificare le condizioni di lavoro di chi opera in appalto e per la contrattazione di quanto necessario alla tutela dei lavoratori nei capitolati e nelle gare.

 

 

COMUNICATO STAMPA A FIRMA DI
Antonio Macchia  – Segretario Generale CGIL
Angelo Leo –  Segretario FIOM CGIL

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