May 30, 2024

Brundisium.net

Dopo la presentazione del progetto per la costruzione nell’attuale perimetro del sito di Brindisi Nord di un impianto per la generazione di Ecoergite, nuovo combustibile rinnovabile brevettato da A2A Ambiente e riconosciuto come prodotto dall’Unione Europea, svariate e decise posizioni contrarie a tale ipotesi.

 

Abbiamo più volte espresso la necessità di ricercare il miglioramento continuo degli impatti ambientali e valutare le linee programmatiche contenute nella normativa europea che indicano priorità nelle azioni da applicarsi nelle diverse fasi della gestione dei rifiuti (cosiddetta gerarchia dei rifiuti) prevenzione alla creazione, preparazione per il riutilizzo, riciclo, recupero di materia attraverso una differenziata spinta, recupero di energia dalla frazione non riciclabile e, solo come ultima opzione, lo smaltimento in discarica.

 

La normativa vigente indica il recupero di energia tra le azioni necessarie per l’attuazione di un sistema sostenibile di gestione dei rifiuti in quanto consente la riduzione dell’utilizzo di combustibili fossili, di conseguenza di C02 e diminuisce il quantitativo di rifiuti da inviare in discarica.

 

A fronte di ciò registriamo, ancora una volta, solo una condivisione trasversale tra le varie posizioni espresse su una richiesta di chiusura dell’impianto Edipower/A2A, senza nessuna garanzia per i lavoratori diretti e dell’indotto, in totale circa 200 famiglie.

 

Sul versante occupazionale, le ipotesi di deroghe alla legge Fornero per i lavoratori dell’Area Sin di Brindisi e alla Legge 122/2010 sulle ricongiunzioni onerose dei contributi previdenziali per i lavoratori elettrici, non garantirebbero gran parte dei lavoratori Edipower dato che oltre il 65% ha un’età media ben lontana da possibili pensionamenti e non dà alcuna soluzione ai lavoratori dell’indotto che, da oltre un anno, sono senza sostegno economico.

 

Per questo FILCTEM, FLAEI, UILTEC, chiedono ai vari soggetti che oggi rivendicano la chiusura di siti produttivi, la stessa determinazione a ricercare preliminarmente soluzioni esigibili che garantiscano tutti i lavoratori e la loro continuità occupazionale. C’è bisogno di valutare tecnicamente e con onestà intellettuale i progetti per la parziale modifica dell’assetto di combustione e il dimezzamento delle emissioni, in linea con la richiesta di riduzione degli impatti nella bolla ambientale di Brindisi, il funzionamento di un solo gruppo e la demolizione dei gruppi 1 e 2.

 

Questi investimenti consentirebbero di aprire nuovi cantieri; una ripresa, seppur limitata, della produzione; la garanzia per gli attuali addetti e nuove assunzioni; di dotare il territorio di un programma innovativo in campo energetico, favorendo Ricerca, Università e, al contempo, assicurando la piena sostenibilità ambientale dei cicli produttivi, attraverso il costante monitoraggio garantito da ARPA, ISPRA e Istituto Superiore di Sanità.

 
COMUNICATO FILCTEM FLAEI UILTEC

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