July 16, 2024

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Sono passati trent’anni dalla strage di Via D’Amelio. Una ferita ancora aperta nel cuore dell’Italia. Tante le indagini, i processi i depistaggi e le sentenze per una verità, forse, troppo dura da accettare.
Meridiani Perduti teatro, in collaborazione con Scuola di Formazione Antonino Caponnetto, sarà in scena, in anteprima, nell’Aula Magna del Tribunale di Milano, il prossimo 18 luglio, in occasione delle celebrazioni per il trentesimo anniversario della Strage di Via D’Amelio, organizzate dall’Associazione Nazionale Magistrati di Milano.

La Stanza Di Agnese, scritto da Osvaldo Capraro e diretto e interpretato da Sara Bevilacqua, ripercorre la vita del giudice Paolo Borsellino attraverso gli occhi della moglie, Agnese.

 

2010. Agnese Piraino Leto in Borsellino, segnata da una terribile malattia, riceve una telefonata da parte dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga: “Via D’Amelio è stata da colpo di stato”. Poche parole che inevitabilmente fanno riemergere i ricordi di una vita, sin da quando, figlia del presidente del Tribunale di Palermo e immersa negli usi e costumi dell’alta borghesia palermitana, incontra per la prima volta Paolo, giovane pretore a Mazara del Vallo. Da questo momento parte la narrazione della sua crescita accanto al marito e della scoperta di una Palermo diversa, meno luccicante di quella a cui era abituata, ma forse più bella, anche se disgraziata, passando attraverso i primi anni di matrimonio e la nascita dei figli. Fino a narrare i momenti più bui, compresa la morte di amici e colleghi di Paolo; i rapporti con la scorta che diventa parte della famiglia; la difficoltà di accettare la situazione da parte dei figli. Ma anche l’altro lato di Paolo, quello giocoso e sempre pronto allo scherzo, al “babbìo”. Il lavoro nel pool antimafia accanto a Giovanni Falcone fino alla terribile morte di quest’ultimo. Infine il tradimento da parte di chi avrebbe dovuto combattere al suo fianco.
Tutto questo è “La Stanza di Agnese”. Più che un monologo, un dialogo incessante tra lei e Paolo, che continua tra le pieghe dei ricordi, con toni di tenerezza quando si tratta dei propri figli e di indignazione nei confronti dei traditori dello Stato.

Lo spettacolo è il risultato di un anno di lavoro di ricerca che ha coinvolto anche i figli Manfredi e Fiammetta Borsellino ed il fratello Salvatore Borsellino. Grazie alle loro testimonianze il lato umano del giudice palermitano, in questo spettacolo, emerge e trascina gli spettatori dentro casa Borsellino per ascoltare un racconto intimo e allo stesso tempo universale.

Nell’aula magna del palazzo di giustizia di Milano, il 18 luglio alle ore 17.00 la compagnia Meridiani Perduti andrà in scena, introdotta dagli interventi della professoressa Raffaella Argentieri (Scuola di Formazione Antonino Caponnetto) e la Dottoressa Alessandra Camassa (Presidente del Tribunale di Marsala).

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