Non è più tollerabile assistere in silenzio a scelte politico-istituzionali guidate da campanilismi di pancia e da palesi contraddizioni che rischiano di danneggiare il futuro economico, infrastrutturale e culturale della città di Brindisi.
Chi ricopre ruoli politico-istituzionali in rappresentanza di questo territorio ha il dovere morale e politico primario di difenderlo da abusi e da logiche di parte o di partito calate da altri territori. Si tratta di logiche che, per quanto legittime dal punto di vista di chi le promuove, non sono in alcun modo condivisibili né accettabili per Brindisi. Su questi temi non possono esistere appartenenze o disciplina di partito: se necessario, occorre avere il coraggio di scontrarsi con la propria stessa parte politica.
Quello che si contesta con fermezza è la costante e sistematica disparità di trattamento che Brindisi continua a subire rispetto ad altre realtà pugliesi. La vicenda del trasporto aereo e dell’università è solo l’ultimo capitolo di una lunga serie di scippi e penalizzazioni e doppi standard! Qualche esempio?
Decarbonizzazione e Just Transition Fund: Brindisi è stata inopinatamente esclusa dalle risorse del fondo strategico a favore della sola Taranto – che ne aveva indubbiamente diritto, ma non certo in misura superiore a un territorio come il nostro che ha pagato un prezzo altissimo in termini ambientali e industriali;
Hub dell’Eolico Off-shore: ancora una volta è stata preferita la piazza tarantina a discapito dell’infrastrutturazione e delle competenze del porto di Brindisi;
Accorpamento della Camera di Commercio: un’operazione che ha visto la fusione delle strutture con il trasferimento definitivo della sede principale a Taranto;
Chiusura della Filiale della Banca d’Italia: un progressivo impoverimento dei presidi direzionali e di credito della città;
Tentativo di cancellazione della Provincia: una spoliazione istituzionale sventata fortunatamente solo grazie alla bocciatura del referendum costituzionale, senza la quale Brindisi avrebbe perso persino la propria autonomia amministrativa. Taranto merita sicuramente rispetto ed attenzioni ma non puo’ rivendicare diritti attraverso una sempre operativa camera di compensazione per giustificare scelte politiche che inevitabilmente influiranno negativamente su Brindisi.
Oggi questo schema di penalizzazione si ripropone sul fronte delle infrastrutture aeroportuali con l’apertura ai voli civili da Grottaglie.
Sul trasporto aereo, l’incessante pressing per l’apertura ai voli commerciali passeggeri dell’aeroporto di Grottaglie – sostenuto dalla politica tarantina con la complicità della Regione Puglia e del Presidente Antonio Decaro – rappresenta un attacco diretto al sistema aeroportuale pugliese consolidato. L’Aeroporto del Salento di Brindisi, che viaggia verso il traguardo record di oltre 4 milioni di passeggeri in transito, è lo snodo insostituibile del Salento e dell’area messapica. Frammentare l’offerta dei voli per pure logiche elettoralistiche su uno scalo distante appena 40 chilometri mette a rischio la sostenibilità e la qualità dei collegamenti di un intero bacino.
Qui emerge tutta la profonda incoerenza della Regione Puglia.
Per decenni, a Brindisi è stato negato il diritto di ambire a un Ateneo autonomo con una motivazione perentoria: la presenza a brevi distanze di altre sedi universitarie pubbliche (UniBa a Bari e UniSalento a Lecce) e private (LUM nel barese e LUMSA a Taranto) avrebbe reso insostenibile la nascita di un nuovo polo. Ci è stato ripetuto per anni che quattro centri universitari a pochi chilometri da casa non consentivano l’autonomia didattica di Brindisi.
Ebbene, se per la Regione e per il Presidente Decaro la vicinanza geografica e la duplicazione dei servizi non contano più quando si tratta di concedere voli civili a Grottaglie (a soli 40 km da Brindisi), pretendiamo immediatamente pari dignità di trattamento per l’istituzione dell’Ateneo Autonomo di Brindisi.
Brindisi ha già dimostrato di avere numeri e qualità: ha un bacino d’utenza studentesco solido, un tessuto industriale ad alta tecnologia e una Cittadella Universitaria oggetto di ingenti investimenti, dotata di strutture e servizi all’avanguardia. Esistono tutte le condizioni normativamente previste dal Ministero (MUR) e dall’ANVUR per affrancarsi da Bari e Lecce e consolidare una tradizione di formazione universitaria autonoma. Serve solo la volontà politica della Regione Puglia di sostenere politicamente e finanziariamente l’iniziativa.
Brindisi non accetta più lezioni di sostenibilità a geometria variabile. Pretendiamo il rispetto per la storia industriale, accademica e infrastrutturale della nostra città e ci opporremo con ogni mezzo a questo ennesimo tentativo di marginalizzazione con evidenti attegiamenti schizzofrenici frutto di strabismo politico istituzionale.
È arrivato il momento che anche la cosiddetta società civile e il mondo associazionistico facciano sentire la propria voce all’unisono con le forze politiche e partitiche che hanno davvero a cuore le sorti di Brindisi, anche attraverso la costituzione di Comitati territoriali dedicati.
Per questo motivo condividiamo l’iniziativa del capogruppo di FdI nella richiesta di un Consiglio comunale monotematico su Aeroporto del Salento e nei prossimi giorni organizzeremo un incontro pubblico dedicato, aperto a tutte le realtà, le associazioni e i cittadini che intendono “metterci la faccia” e battersi compatti per il futuro della nostra città.
Massimiliano Oggiano
Coordinatore Cittadino FdI Brindisi
