July 14, 2026

La fermata dell’impianto di polietilene di Eni Versalis, annunciata nei giorni scorsi, era già prevista dal Protocollo d’intesa sottoscritto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e non rappresenta un evento inatteso. È quanto sostengono, con due distinti interventi, UILTEC UIL e FIALC CISAL, che respingono le polemiche e invitano a evitare allarmismi sul futuro del polo petrolchimico di Brindisi.

Secondo la UILTEC UIL, la sospensione dell’impianto PE rientra nel percorso di trasformazione industriale definito dall’accordo firmato il 10 marzo 2025 tra Eni Versalis, Ministero e organizzazioni sindacali aderenti. Nel Protocollo, ricordano i segretari regionali Carlo Perrucci e Angelo D’Errico, è espressamente previsto che l’impianto continui a operare fino alla decisione finale di investimento (FID) relativa al progetto degli accumulatori stazionari e che, in assenza delle necessarie condizioni di mercato, venga successivamente posto in conservazione.

Per la UILTEC, dunque, parlare oggi di emergenza significa ignorare un percorso noto da tempo. Il sindacato ritiene incomprensibile lo stato di agitazione proclamato da alcune sigle che non hanno sottoscritto il Protocollo, sostenendo che la fermata fosse una tappa programmata del processo di riconversione e che venga ora utilizzata per alimentare polemiche politiche e sindacali.

La UILTEC evidenzia inoltre che la fermata del Polietilene non produce effetti sugli impianti Basell né sulle centrali Enipower e ribadisce la volontà di continuare il confronto con Eni Storage Systems, con le istituzioni e con tutti i soggetti coinvolti per accompagnare la trasformazione industriale, affrontando anche temi come la formazione dei lavoratori, la ricerca di eventuali investitori per gli impianti della chimica di base e i futuri investimenti di Enel e Basell.

Sulla stessa linea si colloca anche la FIALC CISAL, attraverso il segretario provinciale Pagliara, che invita a «evitare facili allarmismi o narrazioni distorte della realtà».

Il sindacato sottolinea che chi ha scelto di non firmare il Protocollo ministeriale ha pieno diritto di esprimere il proprio dissenso, ma non può utilizzare una fermata programmata dell’impianto PE1/2 per creare preoccupazioni ingiustificate. A sostegno di questa posizione, la FIALC ricorda che anche il rappresentante RSU della FILCTEM CGIL, insieme all’intera RSU unitaria di Versalis, ha sottoscritto il verbale relativo alla fermata dell’impianto.

La FIALC rivendica inoltre la validità dell’accordo sottoscritto al Ministero, ritenendo che esso garantisca la continuità occupazionale e il reddito dei lavoratori coinvolti nella transizione, a differenza di altre realtà industriali presenti nel sito brindisino che, secondo il sindacato, starebbero invece programmando la dismissione delle attività con ricorso a incentivi all’esodo, licenziamenti collettivi e trasferimenti.

Nel comunicato viene inoltre evidenziata la disponibilità mostrata da Eni nell’accogliere le richieste avanzate da Governo, Regione Puglia e organizzazioni sindacali, affidando a un advisor internazionale il compito di individuare possibili investitori interessati agli impianti della chimica di base.

Infine, la FIALC segnala come elemento particolarmente significativo l’avvio, nelle giornate del 14 e 15 luglio, delle sessioni di induction dedicate ai dipendenti Versalis sul progetto della futura Gigafactory, alla presenza dei dirigenti di Eni ed Eni Storage Systems. Un’iniziativa che, secondo il sindacato, rappresenta un segnale concreto della volontà di costruire una prospettiva industriale per il sito brindisino e di salvaguardare l’occupazione attraverso il nuovo progetto di riconversione.

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