Riconosciamo il forte valore politico della deliberazione approvata ieri dal Comune di San Vito dei Normanni, che ha deciso di sostenere in modo pieno e convinto la nostra richiesta di riconoscere l’intero Salento come “Area Svantaggiata” o “Area di Crisi Agricola” in quanto – riporta la stessa delibera – “ …finalizzata alla tutela dei lavoratori agricoli, delle comunità rurali, dell’intero comparto agroalimentare e per la tutela del paesaggio” . È un atto che non si limita ad esprimere una posizione: afferma una responsabilità istituzionale chiara e una volontà di intervenire con determinazione di fronte a una crisi che ha colpito il territorio in modo profondo e permanente. Una pratica riformista che interpreta la crisi non come un destino inevitabile, ma come responsabilità pubblica e collettiva.
Ed è proprio per questo che chiediamo tale riconoscimento: perché il Salento vive una condizione straordinaria, segnata da danni permanenti, che richiede strumenti altrettanto straordinari e non più rinviabili.
Il Provvedimento “Coltivaitalia” varato recentemente da Governo nazionale rappresenta una risposta parziale e non sufficiente rispetto alla profondità della devastazione che ha colpito il Salento. La perdita di oltre 20 milioni di ulivi, la desertificazione produttiva, la crisi idrica, gli incendi, la salinizzazione dei suoli, la perdita di competitività delle piccole aziende/piccoli produttori e soprattutto lo spopolamento delle aree interne hanno generato una condizione strutturale che non può essere affrontata con strumenti ordinari. La deliberazione di San Vito dei Normanni coglie questa realtà con lucidità, recependo pienamente la nostra piattaforma e individuando la necessità di misure straordinarie in deroga ai criteri vigenti e anacronistici previsti per il riconoscimento del Salento come “Area Svantaggiata” oppure in alternativa nella qualità di “Area di Crisi Agricola”.
In questo quadro, è fondamentale l’attivazione di misure straordinarie, tra cui: agevolazioni e compensazioni congrue su tutta la filiera; interventi strutturali su crisi idrica, prevenzione incendi, formazione, logistica e mobilità; programmi mirati di ripopolamento delle aree interne e rurali; strumenti dedicati alla continuità produttiva e alla difesa del settore primario; ed altro …
Il Comune, quindi, ha compreso che la crisi salentina è sistemica e cumulativa, che riguarda l’intera filiera agricola e che mette a rischio il futuro delle comunità rurali e dello sviluppo agricolo dei territori. Ha riconosciuto che senza interventi straordinari non esiste continuità produttiva, non esiste presidio territoriale, non esiste futuro agricolo per i giovani di cui tanto si parla. La deliberazione approvata ieri è un segnale politico chiaro: il territorio non può attendere.
Per questo invitiamo tutti i sindaci del Salento ad adottare atti analoghi, sostenendo la richiesta di riconoscimento dell’area di crisi agricola. Serve una voce comune del Salento, capace di rappresentare con forza la gravità della situazione e di chiedere strumenti straordinari adeguati alla devastazione subita. Il Salento non può permettersi altri anni di frammentazione: servono scelte coraggiose, serve una politica che affronti la crisi con determinazione.
La deliberazione di ieri indica la strada, condivisa con ALPAA Puglia. Ora è il momento che tutti i comuni salentini facciano la loro parte, perché il Salento non può permettersi ulteriori rinvii: la gravità della situazione impone decisioni immediate e non più procrastinabili.
Antonio Macchia
Presidente ALPAA Puglia
