April 17, 2026

I Carabinieri Forestali del Nucleo di Brindisi hanno individuato, all’ interno di un terreno agricolo a Sud del capoluogo, non lontano dalla frazione di Tuturano e nei pressi di una struttura ricettiva, una grande striscia di cumuli di rifiuti, per un volume complessivo di circa 400 metri cubi, costituiti principalmente da residui di demolizioni edili (blocchi e detriti in cemento e calcestruzzo, piastrelle, mattoni, frammenti di intonaco), nonché tubazioni in plastica e corrugati, e residui vegetali da sfalci e potature.

I Militari hanno quindi accertato che i rifiuti prodotti ed illecitamente stoccati erano stati prodotti dallo stesso titolare e conduttore del fondo rustico, come residui della propria attività. Pertanto, il soggetto è stato deferito alla Procura della Repubblica di Brindisi per stoccaggio non autorizzato di rifiuti speciali, ai sensi dell’ art. 256, comma 1, del decreto legislativo n. 152 del 2006 (cosiddetto “Testo Unico Ambientale”).

Nello stesso tempo, i Forestali hanno provveduto a sottoporre a sequestro l’ area del lotto interessata dai cumuli di rifiuti.
Trattandosi di rifiuti non pericolosi, ed escludendo ipotesi di danno permanente alle risorse ambientali, il trasgressore potrà beneficiare dell’ istituto della prescrizione, introdotto come articolo 318-bis nel Testo Unico Ambientale dalla Legge n. 68 del 2015. Infatti, se i cumuli saranno rimossi e lecitamente smaltiti entro un termine indicato nelle prescrizioni asseverate impartite dai Militari che hanno operato, potrà essere evitata la prosecuzione dell’ azione penale, dietro pagamento della somma pecuniaria di 6.500 euro.

I controlli dei Carabinieri Forestali di contrasto al ”rifiuto selvaggio” vengono effettuati quotidianamente, con particolare attenzione nella fascia meridionale della provincia messapica, alquanto “sensibile” al fenomeno, con numerosi interventi riguardanti tutto il ciclo della gestione illecita dei rifiuti, dal trasporto e raccolta (ove ancora circolano mezzi non autorizzati dei cosiddetti “padroncini”) fino allo smaltimento nelle campagne.

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