Nei giorni scorsi abbiamo chiesto attenzione al Prefetto di Brindisi, S.E. Dott. Guido Aprea, rispetto alla grave crisi socio-economica che attanaglia il territorio Brindisino da anni.
Prendiamo atto della fase di stallo per l’Area di Crisi Complessa e sulle tante iniziative annunciate ma mai concretizzate: investimenti e nuove attività imprenditoriali che restano solo sulla carta.
Abbiamo appreso dagli organi di stampa che si è tenuto un tavolo tecnico promosso dal Sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna, con UniSalento, il Commissario Straordinario per la reindustrializzazione dell’area di Brindisi, il Consorzio ASI, il MIMIT, Invitalia e la Regione Puglia – Assessorato Sviluppo Economico, l’incontro ha tracciato un nuovo tipo di formazione (Universitaria proposta formativa nel 2028) da dare ai futuri disoccupati di questi territorio. E’ lodevole l’iniziativa per carità, nella sostanza però si continua ad ignorare che oggi ,domani, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi la platea dei disoccupati, cassa integrati e in Naspi, giovani e meno giovani con famiglie, non avranno un reddito per garantirsi la sopravvivenza in questo periodo.
Lanciare la palla in tribuna è molto facile, ma non elegante né istituzionalmente corretto.
Crediamo che ai cittadini, ai giovani e ai tanti lavoratori che finiranno nel tritacarne degli ammortizzatori sociali, deve essere chiaro il rischio che i grandi eventi e le visite istituzionali rimangano solo “passerelle” se non seguite da una visione industriale e sociale nel breve periodo, vista la reale situazione oggi del territorio Brindisino.
Pensiamo sia necessario attuare una corsa veloce, non una infinita maratona, e necessaria una logica dei due tempi, programmare il futuro ok, ma dare sfogo a iniziative imprenditoriali nel breve periodo.
Per una città come Brindisi, che vive una fase delicatissima di transizione energetica e industriale, la consapevolezza dei cittadini e dei lavoratori è l’unica difesa contro il declino. Il timore è che, spenti i riflettori, il territorio si ritrovi con le stesse incertezze occupazionali e senza nuovi pilastri economici su cui poggiare.
Il bivio è chiaro: o questi momenti diventano l’occasione per sbloccare investimenti reali (bonifiche, nuove filiere produttive, potenziamento del porto) resteranno solo immagini patinate mentre il tessuto sociale continua a sfilacciarsi.
Sappiamo che questo è il sentimento dei cittadini e lavoratori, non si accontentano delle apparenze ma pretendendo risposte concrete per il futuro dei giovani e la dignità di chi lavora.
Pensiamo e speriamo che ci sia ancora spazio per un dialogo costruttivo tra le istituzioni e le parti sociali, al fine di evitare una frattura che sia insanabile.
Le Segreterie Territoriali
CISAL – Massimo Pagliara ,
FISMIC CONFSAL – Davide Sciurti,
UGL – Damiano Flores
