April 20, 2026

Stato di agitazione per i lavoratori delle ditte appaltatrici della Centrale Enel di Cerano. A dichiararlo è il sindacato Cobas, che chiama alla mobilitazione a sostegno dei tre lavoratori licenziati dalla ditta di giardinaggio Colemi e dei circa 50 lavoratori ex SIR, un tempo impiegati nello scarico del carbone e oggi ricollocati provvisoriamente in altre aziende.

Il Cobas chiede chiarezza sui programmi industriali di Enel per il sito brindisino e per l’intero indotto. Per questo ha convocato per mercoledì 22 aprile due assemblee davanti ai cancelli della centrale: la prima dalle 7 alle 8, la seconda dalle 8 alle 9. L’obiettivo è informare i lavoratori sulle notizie raccolte e costruire, insieme, le prossime iniziative di protesta.

Al centro della vertenza ci sono più nodi: la vicenda Colemi, il futuro degli ex SIR, l’avvio dei nuovi impianti e, in generale, le prospettive occupazionali legate alla fase di decarbonizzazione. Il sindacato sollecita Governo ed Enel a individuare soluzioni immediate e a definire un percorso concreto per il rilancio del polo energetico.

Secondo quanto riferito dal Cobas, in questi giorni sarebbe in corso a Roma una riunione interna Enel per affrontare proprio le criticità segnalate: dai tre lavoratori licenziati ai 50 ex SIR, fino alla platea complessiva degli addetti delle ditte appaltatrici. Dal confronto, il sindacato si aspetta risposte chiare sui piani di attività, sulla messa in sicurezza dei gruppi termoelettrici e sull’avvio delle gare per la realizzazione dei nuovi sistemi di accumulo energetico.

Parallelamente, il processo di decarbonizzazione prosegue, con la firma dell’accordo di programma rinviata a maggio. Il Cobas segnala anche l’emergere di nuovi progetti, che si aggiungono a quelli già previsti. Un elemento accolto positivamente, ma accompagnato da una richiesta netta al Governo: non disperdere i 61 investimenti inizialmente annunciati, che – secondo il sindacato – rischiano di ridursi.

“La partita è decisiva per il futuro della città”, sottolinea il Cobas. “Serve una mobilitazione ampia di lavoratori e cittadini per non perdere opportunità occupazionali in un territorio già provato. Senza interventi concreti, il rischio è un progressivo declino di Brindisi”.

Il comunicato è firmato da Roberto Aprile per il Cobas Brindisi.

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