Da piattaforma editoriale a laboratorio istituzionale plurale: il NAUTILUS LAB si presenta come un progetto innovativo di ricerca e confronto sui temi del diritto e dell’economia delle infrastrutture e della logistica sostenibile, con una governance multistakeholder, una forte impronta scientifica e una struttura stabile nel tempo.
In un’epoca segnata da una crescente “policrisi” globale – tra crisi climatica, instabilità geopolitica, pandemie e disuguaglianze – il laboratorio nasce con l’obiettivo di offrire strumenti interpretativi e operativi nuovi per affrontare la complessità contemporanea. Il modello scelto è quello dei Living Lab, con un’impostazione aperta e collaborativa capace di mettere in relazione mondi diversi e generazioni differenti.
Il NAUTILUS LAB, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e con S.C. Editore II, si configura come uno spazio permanente di ricerca, approfondimento e policy-making nei settori della mobilità e della logistica: portualità, intermodalità, trasporto ferroviario, aereo e stradale, fino alla logistica integrata. La vocazione è mediterranea, con una naturale proiezione europea.
L’obiettivo dichiarato è colmare il divario tra sapere accademico, produzione normativa e prassi operativa, creando un luogo di confronto stabile tra attori pubblici e privati coinvolti nelle filiere infrastrutturali.
Per il prof. Ugo Patroni Griffi, il tratto distintivo dell’iniziativa è l’impostazione inclusiva e interdisciplinare:
“Il Nautilus Lab non è una cattedra che parla a sé stessa, né una rivista di settore per addetti ai lavori. È uno spazio plurale in cui magistrati, accademici, operatori, giuristi, imprenditori e istituzioni siedono allo stesso tavolo con pari dignità. Le infrastrutture e la mobilità si affrontano insieme, con metodo rigoroso e apertura al confronto. Questo modello, proiettato verso Europa e Mediterraneo, può colmare il divario tra teoria e pratica che spesso indebolisce il sistema infrastrutturale”.
Il direttore de “Il Nautilus”, Salvatore Carruezzo, sottolinea invece la funzione editoriale e di divulgazione scientifica del progetto:
“Collaborare con l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro nella realizzazione del Nautilus Lab significa rafforzare una produzione editoriale sempre più qualificata. Il nostro impegno è garantire coerenza tra rigore scientifico e accessibilità comunicativa. Il Lab favorisce incontro, scambio di idee e aggregazione tra ricercatori di diverse aree geografiche, contribuendo allo sviluppo economico, sociale e culturale”.
Il progetto prevede inoltre la diffusione dei contenuti attraverso il quotidiano “Il Nautilus”, in coerenza con il Project Document – version 2.0 (Bari, 18 aprile 2026), disponibile sul sito ufficiale www.ilnautilus.it
, dove è consultabile anche il manifesto del laboratorio.
Il NAUTILUS LAB si propone dunque come una piattaforma stabile di elaborazione culturale e scientifica, in grado di connettere ricerca, istituzioni e sistema produttivo, con l’ambizione di incidere sulle politiche infrastrutturali e sulla governance della logistica sostenibile.
