Il sindacato Cobas ha inviato una lettera alla Prefettura di Brindisi chiedendo la convocazione di un incontro tra tutti gli organismi competenti per verificare la corretta applicazione dell’ordinanza n. 321 emanata dal Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro in materia di contrasto al rischio da caldo negli ambienti di lavoro.
Secondo il sindacato, molte aziende starebbero interpretando in modo riduttivo il provvedimento, limitandosi a considerare il divieto di attività lavorativa nella fascia oraria 12.30–16.00 come unico adempimento. Una lettura che, sostiene il Cobas, non riflette l’ampiezza delle misure previste dall’ordinanza.
Nel documento si richiama infatti anche l’applicazione del D.Lgs. 81/08 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare riferimento alla gestione delle temperature estreme sia in inverno che in estate. L’ordinanza, sottolinea il sindacato, estende le tutele oltre gli ambiti espressamente indicati, richiamando il principio generale di protezione della salute dei lavoratori in presenza di condizioni di calore e stress fisico elevato.
Tra le misure indicate figurano anche la riorganizzazione delle attività, la rimodulazione degli orari e l’eventuale rotazione del personale nei lavori più gravosi, con l’obiettivo di ridurre l’esposizione al rischio. Particolare attenzione viene inoltre posta ai lavoratori vulnerabili, individuati dal medico competente in presenza di specifiche patologie.
Il Cobas ricorda inoltre gli obblighi previsti dalla deliberazione regionale n. 1010 del 22 luglio 2025, che contiene indicazioni operative per la tutela dei lavoratori esposti a condizioni di caldo estremo.
Nel comunicato si critica l’atteggiamento di alcune aziende che si dichiarano in regola limitandosi alla sola rimodulazione degli orari. Per il sindacato, invece, le norme sulla sicurezza e le ordinanze regionali devono essere applicate in modo integrato e completo.
Un passaggio è dedicato anche al ruolo dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), indicati come figura centrale nei luoghi di lavoro. Il Cobas sollecita un maggiore impegno nella vigilanza interna.
“La sicurezza viene prima di tutto. Così come andiamo a lavorare, vogliamo tornare a casa”, conclude il sindacato.
