Non avevo dubbi. Anche in questa festa patronale, le parole più forti e importanti sono arrivate dalla Chiesa.
Venerdì sera don Giuseppe Satriano, brindisino e arcivescovo della diocesi di Bari-Bitonto, ha ricordato che non bastano le luci accese per le strade: «Dobbiamo diventare noi le luci di questa città». Luci capaci di illuminare le coscienze, di non cedere al compromesso, di difendere la dignità degli altri e di avere ancora il coraggio di sognare una Brindisi migliore.
Stasera mons. Giovanni Intini ha posto alla città una domanda ancora più diretta: «Brindisi, quanto resta della tua notte?»
La notte di una città che fatica a costruire una visione comune. La notte degli interessi di parte e delle passerelle lontane dai problemi reali della gente. La notte del malaffare, dell’autoreferenzialità della politica, dell’apatia di cittadini troppo spesso rassegnati.
E ancora: la distanza dalle periferie, la scarsa attenzione verso gli ultimi, la facilità con cui si trasforma lo straniero in un nemico.
Poi, però, la speranza: «Viene il mattino». Ma quel mattino, ha ricordato l’arcivescovo, non arriva per caso. Bisogna costruirlo, cambiando e mettendo insieme le forze migliori della città.
Mons. Intini parla sul solco tracciato da don Tonino Bello e dentro quella linea della Chiesa italiana che sceglie di non restare ai margini della realtà, ma di entrarci dentro con mani e piedi. Una Chiesa che guarda agli ultimi, alle periferie, alle fragilità e alle contraddizioni della società, senza rinunciare a richiamare tutti alle proprie responsabilità.
Ed è forse questa la riflessione più importante che ci lascia questa festa: ancora una volta è la Chiesa a porsi come collante della comunità. Vicina alle persone e alle loro difficoltà reali, capace di vedere una città che troppo spesso la politica sembra non riuscire a interpetrare. Figuriamoci a rappresentare.
Una Chiesa che non si limita a consolare, ma chiama tutti all’impegno.
Perché la luce, il mattino di Brindisi, non può essere affidato soltanto a qualcuno.
Se vogliamo davvero che finisca la notte, dobbiamo essere noi a costruire il giorno.
Oreste Pinto
già assessore comunale
Componente Segreteria Provinciale e Cittadina di Brindisi
