La vicenda di questi giorni mi ha riportato alla mente che nella vita non bisogna mai arrendersi, perdere la speranza, che bisogna sempre aver fiducia, perché può sempre accadere quello che ormai non ti aspetti più.
E’ accaduto infatti che dopo aver più volte segnalato nei mesi scorsi insieme tanti altri cittadini, lo stato di sofferenza della parte esterna del mercato rionale di viale Risorgimento, senza alcun risultato utile, un mio amico mi ha informato che l’amministrazione comunale di Brindisi, resuscitando finalmente dal letargo in cui era sprofondata, salvo rare e particolari eccezioni, per la gran parte di questi tre anni di governo della città, aveva maturato finalmente il convincimento che bisognava muoversi, fare qualche cosa di utile per la città, che bisognava dare ascolto ai cittadini ed intervenire per liberare dagli interminabili lavori di copertura e di restauro della parte esterna del mercato, che contrastava con il suo impegno a vigilare affinché quelli spazi commerciali fossero restituiti in tempi brevi ai coltivatori diretti.
Un ritardo biblico considerato i tanti, tanti, troppi mesi trascorsi da quando quei coltivatori sono stati sfrattati dalle loro postazioni di vendita e consegnati al disagio della pioggia invernale e della calura estiva.
Devo confessare che la notizia di quell’intervento, sebbene ancora nella fase iniziale, mi ha procurato un attimo di gioia, perché mi liberava dal dubbio della effettiva esistenza in città di una amministrazione comunale.
Per un attimo mi sono anche illuso che quell’intervento potesse anche costituire il segnale di inizio di un loro effettivo impegno ad affrontare e risolvere i tanti altri problemi che affliggono da tempo il nostro territorio, rimasti da sempre lontani dalla loro mente e dal loro interesse.
Come, per fare un esempio, le condizioni disastrose e di pericolo in cui si trova la vicina Piazza del Salento.
La gioia è stata subito soffocata da una dispettosa vocina interna, che mi diceva, quasi mi rimproverava, di non essere come al solito ingenuo, di non illudermi perché, per l’esperienza maturata in questi tre anni, gli interventi dell’amministrazione hanno sempre costituito fatti rari, episodici e quell’intervento costituisce, come sempre, com’è nella sua tradizione, un fatto eccezionale.
Ma poi, continuava a dirmi, renditi conto che ci stiamo avvicinando alle elezioni nazionali e successivamente a quelle comunali, perciò fanno questo solo per costruirsi un’immagine farlocca di efficienza e di vicinanza alla città e ai suoi cittadini, funzionale solo a stupire, ad acquisire consenso, piuttosto che a pensare sul serio di risolvere i tanti problemi della città ai quali l’amministrazione non è mai riuscita a dare alcuna risposta o a dare risposte inadeguate.
Cercano solo di di fare qualcosa, certamente non tutto, nel tentativo di darla a bere ai cittadini, per far dimenticate quanto non è stato fatto in questi anni, sulle tante assenze, sull’esercizio provvisorio dell’interesse pubblico, tenuto costantemente in scacco dai tanti dissidi interni alla loro maggioranza proclamati in nome della conquista di ogni poltrona disponibile, da parte di chi ha sempre anteposto gli interessi del proprio gruppo di riferimento, del proprio partito a quello della città dei suoi cittadini.
Che hanno condotto la città sull’orlo del disastro. Ma forse ci siamo già dentro.
Vincenzo Albano
Brindisi 21 ottobre 2026
Come si è potuto arrivare a questo punto, a rimanere indifferenti, a essere cosi lontani dalla vita e dai problemi della città?
