La vicenda del potenziamento del Corpo di Polizia Locale di Brindisi si sta rivelando un drammatico “gioco delle tre carte” contabile ed operativo.
Alle promesse solenni e agli impegni presi dall’Amministrazione nelle sedi istituzionali fanno da contraltare provvedimenti parziali, pasticciati e del tutto inadeguati rispetto alle reali necessità della sicurezza cittadina.
Gli impegni presi davanti al Prefetto
Per comprendere la gravità della situazione occorre ricordare quanto accaduto il 27 luglio 2026 presso la Prefettura di Brindisi.
Durante il tavolo di raffreddamento dei conflitti — convocato a seguito dello stato di agitazione proclamato dai sindacati (CISL FP, UIL FPL e CSA RAL) — l’Amministrazione Comunale, a fronte di una carenza organica spaventosa (soli 70 agenti in servizio su 170 previsti), si era formalmente impegnata a:
Valutare l’incremento delle assunzioni per il 2026 da 5 a 7 Agenti di Polizia Locale, oltre a 2 Funzionari;
Raddoppiare le assunzioni per il 2027, portando gli Agenti a 10 unità a tempo indeterminato e prevedendo 6 unità a tempo determinato per il periodo estivo;
Ridurre l’orario di servizio ordinario (07:00–22:00) per garantire la sicurezza degli operatori in attesa delle nuove unità.
Fiduciosi di questo percorso, i sindacati sospesero lo stato di agitazione.
Un bando stravolto e la mia interrogazione senza risposta
Ad oggi, la realtà smentisce categoricamente le rassicurazioni di allora. Il bando pubblicato prevede l’assunzione di soli 5 Agenti di Polizia Locale, un numero ridicolo che, considerando i pensionamenti imminenti nel corso dell’anno, annulla qualsiasi beneficio reale.
A rendere il quadro ancor più grave è la sciattezza tecnica del provvedimento: ci troviamo di fronte a un bando scritto con i piedi.
Basterebbe confrontarlo con i bandi redatti in altre province per rendersi conto di come il testo sia stato immotivatamente stravolto rispetto agli indirizzi e ai dati certi emersi e condivisi persino durante le riunioni fatte con i consiglieri di maggioranza.
La mia interrogazione consiliare e le mie continue sollecitazioni formalizzate sul tema hanno indubbiamente impresso un’accelerazione alle procedure, ma il risultato finale è sotto gli occhi di tutti: la montagna ha partorito il topolino.
Ad oggi non ho ancora ricevuto alcuna risposta scritta alla mia interrogazione, con la quale chiedevo conto non solo del concorso della Polizia Locale, ma della gestione complessiva del Piano dei Fabbisogni del personale.
Si conferma nei fatti il mancato rispetto degli impegni presi con i sindacati e con S.E. il Prefetto per il 2026 e il 2027.
Ci troviamo di fronte al solito gioco delle tre carte: dove sono finiti i soldi e le risorse annunciate per la sicurezza della nostra città?
Le mie richieste all’Amministrazione
Chiedo con urgenza e fermezza:
Una risposta immediata ed esaustiva all’interrogazione scritta che ho depositato;
Il rispetto integrale degli accordi presi in Prefettura, programmando lo scorrimento delle graduatorie e le assunzioni necessarie per coprire i vuoti d’organico;
Massima trasparenza sulle ragioni che hanno portato a stravolgere gli indirizzi tecnici e politici del bando rispetto a quanto concordato.
Roberto Quarta
Consigliere Comunale di Brindisi
