October 26, 2026

Le canzoni di Massimo Ranieri fanno parte della nostra storia. Sabato 7 novembre, alle ore 20.30, l’artista sarà al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi con «Tutti i sogni ancora in volo», lo spettacolo organizzato da Aurora Eventi di Livio Iaia, che accompagna il pubblico tra i grandi successi del suo repertorio, i racconti di una lunga carriera e le canzoni degli ultimi anni. I biglietti sono disponibili sul circuito TicketOne e nei punti vendita autorizzati.

Ranieri torna a teatro con uno spettacolo che unisce le sue due grandi passioni, la musica e la recitazione. Sul palcoscenico canta, racconta, scherza, ripercorre gli incontri e le esperienze che hanno segnato la sua vita. Lo fa con il temperamento di sempre, alternando momenti di grande intensità a passaggi più leggeri, nei quali emerge quella vena ironica che il pubblico ha imparato a conoscere. Al centro soprattutto la voce, uno strumento che dopo oltre sessant’anni di carriera conserva la capacità di dare alle parole un significato personale, quasi confidenziale.

La scaletta attraversa alcune delle pagine più conosciute della canzone italiana. Da «Rose rosse» a «Se bruciasse la città», da «Erba di casa mia» a «Perdere l’amore», sono brani che hanno segnato epoche diverse e che continuano a incontrare l’affetto degli ascoltatori. Ma «Tutti i sogni ancora in volo» guarda anche al lavoro più recente di Ranieri, con composizioni nate dalla collaborazione con alcuni importanti autori della musica italiana. Tra questi Ivano Fossati, Giuliano Sangiorgi, Pino Donaggio, Bruno Lauzi, Tiziano Ferro e Nek, protagonisti, in momenti differenti, del percorso discografico dell’artista.

Un posto speciale è riservato a «Lettera al di là del mare», il pezzo con cui Ranieri è tornato in gara al Festival di Sanremo nel 2022, conquistando il Premio della Critica Mia Martini. Una canzone che parla di lontananza, di speranza e del desiderio di raggiungere una vita diversa. Più recente è «Tra le mani un cuore», presentata al Festival di Sanremo 2025 e scritta da Tiziano Ferro e Nek. Due pagine che raccontano anche la volontà dell’interprete di continuare a confrontarsi con nuove scritture, senza limitarsi a riproporre i successi del passato.

Del resto, la carriera di Massimo Ranieri è sempre stata segnata da una curiosità artistica che lo ha portato a misurarsi con linguaggi differenti. Nato a Napoli nel 1951 con il nome di Giovanni Calone, cominciò a cantare giovanissimo, quando la musica rappresentava anche un modo per contribuire al sostentamento della famiglia. Il successo arrivò presto e lo trasformò in uno degli interpreti più popolari della sua generazione. Nel 1969 «Rose rosse» divenne uno dei grandi successi discografici dell’anno, mentre nel 1971 «Vent’anni» gli regalò la vittoria a Canzonissima.

Accanto alla musica, il teatro ha occupato una parte fondamentale della sua vita. Ranieri ha lavorato con registi come Giorgio Strehler e Giuseppe Patroni Griffi, confrontandosi con i classici, il teatro musicale e la grande tradizione della scena napoletana. Ha recitato in opere di Shakespeare, Eduardo De Filippo e Raffaele Viviani, costruendo nel tempo un’identità di attore che ha contribuito anche al suo modo di interpretare le canzoni. Ogni canzone, nelle sue mani, diventa un piccolo racconto, con personaggi, sentimenti e situazioni che prendono forma attraverso la voce e il gesto.

Nel 1988 arrivò un’altra tappa decisiva, la vittoria al Festival di Sanremo con «Perdere l’amore». Un brano destinato a diventare uno dei suoi maggiori successi, ancora oggi accolto nei concerti con grande partecipazione. Da allora Ranieri ha continuato ad alternare dischi, spettacoli teatrali e televisione, mantenendo un rapporto diretto con il pubblico. Anche il varietà Rai «Tutti i sogni ancora in volo», da cui prende il nome lo spettacolo, ha confermato la sua familiarità con un linguaggio televisivo fatto di musica dal vivo, incontri e racconto personale.

Sul palco del Verdi sarà accompagnato da una formazione di dieci musicisti, con Danilo Riccardi al pianoforte, Max Filosi e Cristiana Polegri ai sassofoni, Tony Puja e Andrea Pistilli alle chitarre, Luca Trolli alla batteria, Arnaldo Vacca alle percussioni, Valentina Pinto al violino, Giovanna Perna alle tastiere e Francesco Puglisi al basso. Una formazione che consente di spaziare tra sonorità orchestrali, ritmi contemporanei e atmosfere più raccolte, accompagnando i diversi momenti dello spettacolo.

Il titolo, «Tutti i sogni ancora in volo», racconta bene una disposizione che Ranieri ha conservato nel tempo: la voglia di continuare a lavorare, imparare e mettersi alla prova. A settantacinque anni, con una carriera che ha attraversato stagioni molto diverse dello spettacolo italiano, l’artista continua a considerare il palcoscenico il luogo naturale del proprio mestiere. E il pubblico continua a seguirlo, riconoscendosi in canzoni che parlano d’amore, di distacchi, di ricordi e di quella parte della vita che spesso trova nella musica le parole più semplici per essere raccontata.

Ufficio Stampa & Comunicazione
Fondazione Nuovo Teatro Verdi – Brindisi

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