June 29, 2022

Brundisium.net
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I Carabinieri Forestali, anche quest’ anno, si apprestano ad avviare la campagna di controlli in funzione di prevenzione dagli incendi boschivi. La prevenzione costituisce, di fatto, la miglior difesa dai roghi estivi, che nei nostri territori sono causati per la quasi totalità dalla mano dell’ uomo, per incuria o per dolo.

Le norme di prevenzione, per quanto riguarda la Puglia, sono tutte contenute nella Legge Regionale n. 38 del 2016; questa fissa al 31 maggio il termine ultimo per realizzare le opere di difesa sul campo; pertanto, proprietari e conduttori di terreni incolti ed arborati, sono tenuti ad effettuare le cosiddette “precese”, cioè lavorazioni del terreno lungo tutto il perimetro, e per una larghezza di almeno 15 metri, al fine di ripulirlo da vegetazione erbacea spontanea, potenziale veicolo di propagazione di fiamme.

La stessa scadenza vale anche per la realizzazione di fasce di protezione nei terreni a pascolo (almeno 5 metri di larghezza), lungo il perimetro delle superfici boscate, e per la manutenzione dei viali “tagliafuoco” all’ interno delle stesse, nonché per le scarpate stradali e ferroviarie, sponde di canali e di tracciati di acquedotto.

Gli obblighi (con “precese” di almeno 15 metri) ricadono anche sui proprietari e gestori di villaggi residenziali turistici e campeggi, ove, dal rischio potenziale di incendi si passa al pericolo concreto per l’ incolumità dei turisti, numerosi soprattutto lungo le località del litorale (si vedano alcuni episodi della scorsa estate, riportati più avanti).

Dunque, dal prossimo 1° giugno, con il coordinamento del Gruppo di Brindisi, i Carabinieri Forestali delle Stazioni di Brindisi, Ceglie Messapica e Ostuni inizieranno a pattugliare secondo itinerari mirati tutto il territorio provinciale e, in caso di accertamento di inadempienze ai suddetti obblighi e di violazioni di divieti, ad applicare le relative sanzioni.

Fra i divieti si sottolinea quello, imposto dalla stessa norma regionale, e vigente dal 1° giugno al 30 settembre, di dare fuoco ai residui vegetali rivenienti da attività agricole; le sanzioni sono pari a 833 euro per omessa realizzazione di fasce di protezione e di 1.600 euro per abbruciamento di residui vegetali in periodo di divieto, ivi comprese le stoppie dopo la mietitura in terreni cerealicoli (importi determinati nella misura ridotta, che si applica in caso di pagamento entro sessanta giorni).

Nel caso che dal focolaio si verifichi un incendio boschivo, propagatosi per la mancata effettuazione dei lavori di prevenzione, il proprietario o gestore insolvente risponde, a titolo di colpa, del reato di incendio boschivo, punito, ai sensi dell’ articolo 423-bis del codice penale, con la reclusione da 1 a 5 anni (da 4 a 10 in caso di dolo).

Il Presidente della Regione Puglia, il 4 maggio scorso, ha decretato anche per quest’ anno, nel periodo dal 15 giugno al 15 settembre, lo stato di grave pericolosità per le aree a rischio di incendio boschivo, in cui è fatto divieto di accendere fuochi, utilizzare qualsiasi strumento che produca fiamme, fumare, transitare con veicoli a motore fuori dalle strade principali, accendere fornelli; per i trasgressori è applicata una sanzione di oltre 2.000 euro (sempre nella misura ridotta), secondo quanto stabilito dalla “legge quadro sugli incendi boschivi” n. 353 del 2000.

Si rammenta che, grazie ad un’ attenta azione di prevenzione, la provincia di Brindisi presenta dati costantemente e nettamente inferiori a quelli delle altre province pugliesi, sia in termini di numero di incendi, sia per superficie percorsa dal fuoco, anche in annate particolarmente torride.

E’ il caso della stagione estiva 2021, caratterizzata da prolungata siccità, e che ha visto anche nel Brindisino alcuni eventi che hanno minacciato e parzialmente danneggiato alcune importanti aree verdi: i boschi dei Colli di Sant’ Oronzo vicino Ostuni il 1° luglio (con intervento del Canadair), la macchia mediterranea lungo il litorale a Nord di Brindisi la domenica 1° agosto (con “fuggi-fuggi” dei numerosi bagnanti dalle spiagge) e poi i canneti lungo il canale Giancola (non lontano dalle spiagge) il 13 agosto (con lanci d’ acqua degli aerei Dromadair “Fire-Boss”).

Si rileva che, più che dall’ azione di “piromani”, gli incendi, che a volte vanno ad investire superfici boscate, nella provincia di Brindisi si originano soprattutto dall’ abbruciamento diffuso di cumuli di rifiuti ai bordi di strade secondarie; con l’ aumento di temperature degli ultimi giorni, infatti, già si registrano i primi fuochi su aree incolte intorno al capoluogo.

 

Si rammenta che dal 2014 il legislatore ha configurato come fattispecie autonoma il reato di combustione illecita di rifiuti, classificandolo come delitto, e quindi particolarmente grave, inserito come articolo 256-bis nel “Testo Unico Ambientale” (decreto legislativo 152 del 2006), con la pena della reclusione da 2 a 5 anni (da 3 a 6 se si tratta di rifiuti, anche solo in parte, pericolosi).

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