October 11, 2026

L’Amministrazione comunale di Brindisi riconosce il confronto con associazioni, comitati e cittadini come uno strumento fondamentale per diffondere la cultura ecologica e promuovere la cura del territorio. A tal fine, sta avviando una serie di incontri propedeutici alla stesura del Regolamento comunale del verde.
Le associazioni ambientaliste svolgono funzioni consultive e propositive, forniscono pareri tecnici e contribuiscono al monitoraggio dell’attuazione dei regolamenti del verde. Promuovono inoltre forme di cittadinanza attiva, come previsto dagli articoli 1 e 2 della Legge n. 10/2013, anche attraverso organismi dedicati, quali la Consulta del verde.
Per favorire la manutenzione e la gestione condivisa del verde secondo il principio di sussidiarietà, il Comune dovrebbe predisporre moduli per la presentazione di domande di adozione di giardini, aree verdi e parchi pubblici, nonché per la realizzazione di giardini condivisi.
A Brindisi, nonostante la presenza di normative nazionali e regionali, permangono lacune nella pianificazione e nella gestione del verde, anche in relazione alle concessioni edilizie e ai cantieri già avviati, come quello della pista ciclabile, o agli interventi che incidono sulle scelte urbanistiche, quali il parcheggio di via Torpisana e il progetto Shuttle.
Il verde è stato spesso considerato un elemento accessorio. Deve invece essere riconosciuto come infrastruttura e risorsa strategica, da pianificare in modo sistematico. Occorre aumentare la permeabilità di viali alberati, strade, parcheggi e aree condominiali, così da intercettare l’acqua piovana e rallentarne il deflusso verso la rete di smaltimento.
Nelle rotatorie e negli spartitraffico sono state collocate specie arbustive e arboree senza un disegno sempre coerente e senza che siano garantiti adeguati interventi fitosanitari, potature periodiche e approvvigionamento idrico. In alcuni casi la vegetazione ostacola la visibilità, in contrasto con le disposizioni del Regolamento di attuazione del Codice della strada. Inoltre, all’abbattimento di alberi non è sempre seguita una compensazione.
La presenza di pittosporo nello spartitraffico di viale Aldo Moro e lungo i viali può costituire un pericolo per pedoni e automobilisti, poiché ostacola la visibilità. Anche le radici dei pini hanno danneggiato pavimentazioni e manti stradali. Nei parchi cittadini, oltre agli interventi di riqualificazione, è opportuno affiggere un regolamento interno che indichi le regole da rispettare e le relative sanzioni.
È necessario rivedere il posizionamento dei pali dell’illuminazione notturna. La luce diretta sulle chiome può ridurre la visibilità su strade e viali e interferire con la nidificazione degli uccelli.
La città ha bisogno di una visione unitaria dei propri spazi verdi, intesi come un sistema organico e una garanzia di qualità urbana. Per la loro gestione occorre reperire risorse umane, anche attraverso patti di sussidiarietà e giardini condivisi, e risorse economiche. Quando i fondi disponibili non coprono tutte le necessità, è opportuno evitare spese non indispensabili e individuare soluzioni meno costose che consentano di raggiungere gli stessi risultati. È inoltre utile privilegiare specie autoctone, che richiedono interventi di manutenzione più contenuti.
“Fare Verde” è un’associazione ecologista che fonda la propria azione sul valore intrinseco di ogni creatura e sull’unità della creazione. I presenti appunti costituiscono il contributo dell’associazione alla formazione del Regolamento comunale del verde, con riferimento alla Legge n. 10/2013 e alle Leggi regionali pugliesi n. 12/2012, n. 18/2019, n. 44/2013 e n. 23/2024.

Censimento del verde
Riferimenti normativi: Legge n. 10/2013; art. 8 della Legge regionale n. 23/2024; D.L. 10 aprile 2020; art. 2 del D.M. n. 63 del 10 marzo 2020; altre disposizioni pertinenti.
Il censimento del verde, redatto da tecnici, dovrebbe includere, tra gli elementi da sottoporre a tutela e valutazione:
– gruppi omogenei di alberi adulti situati in aree caratterizzate da traffico veicolare intenso, per il loro valore ecologico;
– alberi situati in aree private o condominiali che presentino pregio storico, estetico o paesaggistico, una particolare conformazione, rarità botanica o interesse pubblico, ai sensi della normativa vigente.
In alcune città sono stati tutelati alberi con una circonferenza del tronco pari o superiore a 60 cm, misurata a 130 cm dalla base.
L’articolo 15, comma 2, della Legge regionale n. 23/2024 riconosce agli spazi aperti un ruolo irrinunciabile per la città e prevede un vincolo volto a impedirne la riduzione nel tempo e l’abbattimento dei sistemi vegetali.
Qualora l’Amministrazione comunale ricorra a una deroga, dovrebbe essere prevista la compensazione in un’area adiacente o nello stesso quartiere, secondo criteri quantitativi e qualitativi. La compensazione dovrebbe avvenire con alberi equivalenti per dimensioni e capacità di mitigare gli inquinanti, senza rinviarla a tempi successivi. Anche i Carabinieri forestali possono contribuire al controllo dei lavori.
La scheda di censimento degli alberi dovrebbe riportare il volume della chioma a pieno sviluppo, per evitare interferenze con l’ingresso della luce solare e con l’illuminazione pubblica. Dovrebbe inoltre indicare le distanze dai diversi tipi di confine, in relazione alla classe di grandezza della specie, all’interno e all’esterno della città, nonché l’area di rispetto e di pertinenza e gli elementi utili alla tutela della biodiversità.
L’ente pubblico ha il dovere di garantire la sicurezza stradale e la visibilità dei passaggi pedonali tra le carreggiate.
Tra gli obiettivi da perseguire rientrano:
– raggiungere una copertura verde del 30% in ciascun quartiere, incrementando la dotazione verde esistente;
– rendere la città più permeabile e promuovere il modello della “città spugna”;
– contribuire alla neutralità carbonica;
– individuare soluzioni per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici e favorire l’adattamento.
Il censimento dovrebbe includere anche i canali e lo stato dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche. È inoltre necessario dotarsi di un Sistema informativo del verde.

Proposte per il Regolamento comunale del verde
Suolo, acqua e nuove costruzioni
In base ai riferimenti indicati in materia di Criteri ambientali minimi per l’edilizia (D.M. 11 gennaio 2017), per gli appalti pubblici relativi a nuove costruzioni o a ristrutturazioni profonde si propone di destinare il 60% della superficie di progetto a soluzioni permeabili, come pavimentazioni drenanti conformi alla norma UNI EN 1338:2004, e a sistemi per la raccolta e l’accumulo delle acque piovane.
Per i nuovi insediamenti, civili e industriali, dovrebbe essere stabilita la quota minima di superficie da destinare a verde. Il rilascio dei titoli edilizi dovrebbe essere subordinato al rispetto di indici di permeabilità e sostenibilità ambientale, alla valutazione dell’impatto climatico e al rispetto di un rapporto minimo tra superficie edificata e superficie verde.
Occorre inoltre promuovere l’integrazione del verde negli edifici.
Ogni progetto edilizio o di servizio alla cittadinanza dovrebbe tenere conto del contesto ambientale, naturalistico e urbano in cui si inserisce. Per autorizzare nuovi insediamenti industriali e abitativi, i Comuni dovrebbero richiedere una scheda di progetto relativa alla raccolta e al convogliamento delle acque meteoriche.
Abbattimenti e compensazioni
Quando gli abbattimenti sono previsti da progetti autorizzati dal Comune o sono motivati dalle condizioni dell’albero o da ragioni di sicurezza, per garantire trasparenza si propone di affiggere, almeno cinque giorni prima dell’intervento, un cartello con le motivazioni e gli estremi delle autorizzazioni.
Ogni abbattimento dovrebbe essere compensato, secondo i criteri indicati nella sezione dedicata al censimento. La sostituzione dovrebbe avvenire con alberi della stessa classe di grandezza.
Per i Comuni con più di 15.000 abitanti, si richiama l’obbligo di piantare un albero per ogni nuova nascita o adozione. Il Comune dovrebbe inoltre curare la raccolta dei dati, la redazione del bilancio arboreo e la predisposizione di un piano di monitoraggio e gestione del verde.
Alberature stradali e scelta delle specie
Quando pianta alberi ad alto fusto, dentro e fuori dai centri abitati, il Comune dovrebbe considerare le caratteristiche e le esigenze botaniche delle specie nel calcolo delle distanze dai confini, tenendo conto dell’articolo 892 del Codice civile.
Il viale costituisce un progetto unitario: ogni rimozione di alberi può compromettere la tenuta dell’intero sistema, soprattutto quando il filare è composto da alberi ad alto fusto collocati in uno spartitraffico stretto e pavimentato, privo di adeguate aree di rispetto e di pertinenza.
Sono da evitare interventi provvisori su alberi collocati in posizioni non idonee. Il taglio delle radici, in particolare, può comprometterne la stabilità. Si propone invece di aumentare la superficie di terreno permeabile e di usare soluzioni drenanti progettate anche negli strati più profondi. È opportuno evitare scavi in prossimità degli alberi.
Nei nuovi impianti dovrebbero essere privilegiate le specie autoctone. Nelle aree frequentate dai cittadini andrebbero evitate specie con parti velenose o tossiche e quelle che producono pollini fortemente allergenici. Non si propone di piantare alberi sui marciapiedi con larghezza inferiore a 150 cm.
Per progettare parcheggi e aree verdi pubbliche, il Comune dovrebbe fare riferimento al D.M. 10 marzo 2020. L’obiettivo è raggiungere una copertura verde pari al 30% in ogni quartiere.
Obblighi e responsabilità dei privati
Prima di abbattere un albero, il proprietario privato dovrebbe verificare le disposizioni del Regolamento comunale del verde e presentare la relativa domanda all’ufficio competente, corredata da fotografie, planimetria e relazione agronomica che motivi l’intervento.
Per mantenere l’equilibrio dell’ecosistema, per ogni albero rimosso da un’area privata o condominiale dovrebbe esserne piantato un altro, anche in una posizione diversa.
I proprietari sono responsabili della manutenzione delle piante, affinché non invadano spazi pubblici o proprietà altrui, non interferiscano con la circolazione pedonale e stradale, non ostacolino la visibilità della segnaletica e non mettano a rischio la sicurezza e l’incolumità delle persone. Devono inoltre rispettare la normativa nazionale e regionale e il Regolamento comunale, con particolare attenzione alle alberature ad alto fusto, all’articolo 892 del Codice civile e agli alberi che rispondono ai criteri di monumentalità.
I privati possono beneficiare del “bonus verde” per le spese ammissibili, a condizione che i pagamenti siano tracciabili. Il Comune può inoltre introdurre vincoli sulla scelta delle specie arboree da piantare.
Progettazione e manutenzione
Ogni progetto relativo a orti, ville comunali e aree verdi dovrebbe prevedere un impianto di irrigazione e un sistema di drenaggio delle acque meteoriche.
I progetti di piantumazione di viali, parchi e rotatorie dovrebbero essere affidati a tecnici del settore. Si propone che questi ultimi rispondano, per i tre anni successivi alla realizzazione, degli eventuali danni dovuti a una valutazione errata dello spazio necessario allo sviluppo delle piante.

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