Non sono trascorsi molti giorni dall’annuncio di Edison di abbandonare il progetto del deposito costiero (divenuto rigassificatore) ed ecco che per non smentire l’attenzione particolare (della quale faremmo volentieri a meno) arriva l’annuncio a gran cassa dell’imminente inizio lavori per un altro deposito, quello di carburanti vari di Brundisium SpA.
In tutta franchezza c’è da stancarsi nel rincorrere i problemi uno alla volta e non discutere degli indirizzi generali del porto, verso quale “approdo” indirizzare la bussola. Si finisce sempre di discutere dei problemi singoli ma non dell’insieme entro il quale questi devono insistere.
Giusto per ricordare i tanti smemorati che alla fine decidono del destino della collettività, il deposito di carburanti della Brundisium SpA, il 26 febbraio 2019, venne dichiarato un “potenziale incremento dei rischi rispetto al livello dei traffici che impegnano il bacino di Costa Morena interessato dalla richiesta della Brundisium SPA”. Inoltre la soppressa (purtroppo) Autorità portuale di Brindisi con nota n. 10252 in data 9/11/2015 aveva richiesto al proponente opportuni approfondimenti tecnici in relazione alle potenziali influenze e all’eventuale aggravio dei rischi dovuto all’avvio del traffico di interesse dell’azienda, connesso ai traffici di merci pericolose che già interessano il bacino di Costa Morena. Ovviamente tali approfondimenti tecnici non furono all’epoca prodotti.
In seguito, la deleteria gestione del nuovo Ente portuale, dopo aver “imposto” la scelta del deposito Edison, pensò bene di rivedere, annullandoli, i propri veti sul deposito Brundisium SpA .
Tutto questo nell’assoluto silenzio, a parte qualche gridolino di gioia, da parte di chi dovrebbe governare il territorio e fare gli interessi della collettività.
WWF Brindisi, Italia Nostra, Legambiente Brindisi, Forum Ambiente Salute e Sviluppo, No Al Carbone, Vogatori Remuri Brindisi
