April 17, 2026

Si è aperta con un messaggio chiaro e insieme impegnativo la nuova fase della Procura della Repubblica di Brindisi. Nell’aula “Metrangolo” del tribunale si è svolta la cerimonia di insediamento della nuova procuratrice capo Pina Montanaro, prima donna nella storia a guidare l’ufficio requirente del capoluogo adriatico.

Una giornata densa di significati istituzionali, segnata da due parole chiave che hanno attraversato tutti gli interventi: responsabilità e collaborazione. Ma è stata la stessa Montanaro a fissare il perimetro della sua azione: “legalità e umanità”.

Nel suo intervento, la nuova procuratrice ha richiamato con forza l’esperienza maturata negli ultimi nove anni alla guida della Procura minorile di Taranto, sottolineando come quel percorso abbia inciso profondamente sulla sua visione del ruolo del pubblico ministero. Un approccio che tiene insieme rigore e capacità di ascolto, consapevole dell’impatto concreto delle decisioni giudiziarie sulla vita delle persone. “Il cittadino incontra la giustizia nel momento di maggiore vulnerabilità”, ha ricordato, indicando così la direzione di un’azione fondata su equilibrio e responsabilità.

Montanaro, forte di 37 anni in magistratura, ha parlato anche del metodo di lavoro: confronto quotidiano, rispetto reciproco e costruzione di relazioni solide tra tutti gli attori della giurisdizione. Un’impostazione che si inserisce nel solco di un altro concetto emerso con forza durante la cerimonia: quello della “squadra-Stato”.

Un filo conduttore ripreso da più voci istituzionali presenti in aula. Dal procuratore generale Ludovico Vaccaro ai vertici giudiziari del distretto, fino al prefetto Guido Aprea e al sindaco Giuseppe Marchionna. L’idea condivisa è quella di uno Stato capace di agire in modo coeso, mettendo in rete magistratura, istituzioni, forze dell’ordine e società civile per affrontare le sfide del territorio.

Nel suo discorso, Montanaro ha voluto anche riconoscere il lavoro di chi l’ha preceduta: l’ex procuratore Antonio De Donno e il facente funzione Antonio Negro, ai quali ha attribuito il merito di aver lasciato un ufficio organizzato e una squadra coesa.

Proprio Negro, nel suo intervento, ha sottolineato il valore della continuità e il crescente ruolo delle donne in magistratura, evidenziando come Brindisi possa oggi contare su una presenza femminile significativa anche tra i sostituti procuratori.

Accanto ai contenuti giuridici e organizzativi, è emersa anche una forte attenzione al territorio. Montanaro ha chiarito che l’incarico rappresenta “un impegno e non un traguardo”, ribadendo la volontà di conoscere a fondo le dinamiche locali e di operare in stretta connessione con la comunità.

Le reazioni istituzionali

Alla cerimonia hanno fatto seguito numerosi messaggi di auguri e disponibilità alla collaborazione.

Il vicepresidente della Commissione Antimafia Mauro D’Attis ha espresso pieno sostegno alla nuova procuratrice, assicurando collaborazione nel contrasto alla criminalità organizzata e ringraziando al contempo De Donno e Negro per il lavoro svolto “con integrità e rigore”.

Dal Consiglio regionale, il presidente Toni Matarrelli ha evidenziato il valore strategico della nomina per il territorio, sottolineando l’importanza del dialogo tra istituzioni come strumento per garantire legalità e tutela dei diritti.

Sulla stessa linea i consiglieri regionali Luigi Caroli e Antonio Scianaro, che hanno definito Montanaro “un faro di legalità e giustizia”, capace di rappresentare un punto di riferimento per la comunità brindisina, nel segno della continuità con il lavoro svolto negli anni precedenti.

Anche il presidente della Provincia Angelo Pomes ha rimarcato la centralità della collaborazione istituzionale, sottolineando come esperienza e competenza della nuova procuratrice rappresentino un valore aggiunto in una fase in cui il rafforzamento della presenza dello Stato sul territorio è sempre più decisivo.

Una convergenza ampia, dunque, attorno a una figura chiamata a guidare la Procura in un passaggio delicato. Con un obiettivo dichiarato: rendere più forte il legame tra giustizia e comunità, tenendo insieme fermezza e umanità.

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