Si apre ufficialmente una nuova fase per il futuro industriale di Brindisi. Nello stabilimento Versalis di via Enrico Fermi è stata posata oggi, lunedì 6 luglio, la prima pietra della Gigafactory di Eni Storage Systems, il nuovo polo italiano ed europeo integrato destinato alla produzione di batterie al litio-ferro-fosfato (LFP), destinate principalmente ai sistemi di accumulo energetico (BESS), fondamentali per sostenere la diffusione delle energie rinnovabili e garantire la stabilità delle reti elettriche.
Alla cerimonia hanno partecipato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, il prefetto Guido Aprea, il Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, il sindaco di Brindisi Giuseppe Marchionna, il commissario straordinario per la reindustrializzazione Luigi Carnevale, i vertici di Eni e Seri Industrial, rappresentanti delle istituzioni, delle organizzazioni sindacali e delle autorità civili e militari.
L’iniziativa, intitolata “L’Industria a Brindisi si trasforma: nasce il polo produttivo delle batterie”, segna l’avvio operativo del progetto di riconversione del sito Versalis, uno degli investimenti industriali più rilevanti previsti per il territorio brindisino e per l’intero Mezzogiorno.
Sul palco, dopo i saluti della responsabile dello stabilimento Claudia Prati, sono intervenuti il sindaco Marchionna, il commissario Carnevale, il prefetto Aprea, l’amministratore delegato di Seri Industrial Vittorio Civitillo, il direttore Trasformazione Industriale di Eni Giuseppe Ricci, prima delle conclusioni affidate al ministro Urso.
“Avviamo oggi a Brindisi un’iniziativa industriale che rappresenta l’ingresso di Eni in un business completamente nuovo e ad alto potenziale di crescita”, ha dichiarato Giuseppe Ricci, direttore operativo Trasformazione Industriale di ENI, sottolineando che l’investimento “darà vita a una filiera locale innovativa, in grado di generare occupazione e autonomia strategica rispetto ai mercati extra-UE” e che il progetto si completa “con il contestuale ingresso di ENI in Faenix”, la società del gruppo Seri Industrial che commercializzerà i sistemi di accumulo prodotti a Teverola e a Brindisi.
“Le fasi di profonda trasformazione richiedono coraggio, visione e capacità di riconoscere quando alcuni modelli industriali non sono più sostenibili”, ha dichiarato Vittorio Civitillo, amministratore delegato di Seri Industrial e di Faenix, definendo l’iniziativa “una straordinaria opportunità di sviluppo per Brindisi e l’Italia”.
Marchionna: «Innovazione, occupazione e giovani»
Nel suo intervento il sindaco Giuseppe Marchionna ha definito la giornata «l’inizio di un percorso» destinato a incidere profondamente sul futuro della città.
«Le tecnologie di accumulo dell’energia – ha affermato – stanno assumendo un ruolo sempre più centrale. Consentono di rendere il sistema elettrico più efficiente, più flessibile e più capace di integrare le fonti rinnovabili. Sono strumenti fondamentali per accompagnare la transizione energetica garantendo sicurezza degli approvvigionamenti e sostenibilità».
Il primo cittadino ha ribadito il sostegno dell’amministrazione agli investimenti che «portano innovazione, valorizzano le competenze umane e rafforzano il legame tra impresa e territorio», sottolineando come lo sviluppo abbia valore quando crea occupazione qualificata, rispetta l’ambiente e dialoga con la comunità.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al rapporto tra università e imprese, indicato come elemento strategico per offrire ai giovani brindisini opportunità formative e professionali senza essere costretti a lasciare il territorio.
I sindacati: «Scelta giusta, ora formazione e tutela del lavoro»
Soddisfazione è stata espressa dalle organizzazioni sindacali che, pur con sensibilità diverse, hanno indicato nella Gigafactory un passaggio decisivo per la riconversione industriale.
La Fialc Cisal, attraverso il segretario nazionale Massimo Pagliara, ha parlato di «segnale concreto di attenzione verso il territorio e il futuro occupazionale», rivendicando la scelta di aver sottoscritto nel marzo 2025 il protocollo ministeriale che ha dato origine al progetto.
Secondo il sindacato, il nuovo investimento porterà nel giro di tre anni all’impiego di centinaia di lavoratori in un comparto strategico per l’Italia e per l’Europa. Da qui la richiesta di accompagnare la transizione con percorsi di formazione professionale e con il coinvolgimento attivo delle maestranze.
Anche Cisl Taranto Brindisi e Femca Cisl Taranto Brindisi, con una dichiarazione congiunta firmata dai segretari generali Antonio Baldassarre e Marcello De Marco, hanno definito quella di oggi «una giornata importante per Brindisi e per l’intero sistema industriale italiano».
Per la Cisl la posa della prima pietra rappresenta il risultato di «un percorso lungo e complesso», ma la nuova fase dovrà procedere parallelamente alla soluzione delle vertenze ancora aperte, a partire da Basell, per costruire un futuro industriale stabile senza sacrificare l’occupazione esistente.
Positivo anche il giudizio della UGL Chimici, che definisce il progetto «un modello di transizione eccellente». Il segretario nazionale Eliseo Fiorin e il coordinatore nazionale del settore Energia Andrea Alario parlano di una «nuova era della ricostruzione industriale», frutto del protocollo del marzo 2025 e di una strategia capace di coniugare innovazione, riconversione ecologica e tutela strutturale dei livelli occupazionali.
Per il segretario territoriale Ilario D’Amato, «Brindisi apre una pagina storica di riscatto», grazie a un investimento destinato a restituire prospettive dopo anni di crisi industriali.
Il mondo politico: «Momento storico»
Numerosi gli interventi anche dal mondo politico.
Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Antonio Scianaro ha parlato di «momento storico» per Brindisi, sottolineando come il progetto rappresenti un’opportunità decisiva per garantire occupazione e sviluppo sostenibile e ricordando il riferimento del ministro Urso all’ex sindaco Domenico Mennitti, che aveva individuato nella riconversione del petrolchimico una delle prospettive per il futuro della città.
Anche la senatrice di Fratelli d’Italia Maria Nocco, presente alla cerimonia, ha definito la Gigafactory «una tappa importante per costruire una nuova prospettiva industriale per Brindisi», sostenendo che la transizione energetica debba trasformarsi «in un’occasione di crescita, innovazione e nuova occupazione».
Secondo la parlamentare, il lavoro portato avanti dal ministro Urso punta a fare di Brindisi «un polo nazionale delle nuove tecnologie e dell’industria green», in un percorso che dovrà tradursi in investimenti, occupazione stabile e sviluppo duraturo.
Un investimento strategico per il territorio
Con l’avvio del cantiere prende dunque forma uno dei progetti industriali più attesi degli ultimi anni. La Gigafactory di Eni Storage Systems, frutto della collaborazione tra Eni Industrial Evolution e FIB – Gruppo Seri Industrial, punta a realizzare a Brindisi uno dei principali poli europei per la produzione di batterie LFP destinate ai sistemi di accumulo energetico.
L’obiettivo è accompagnare la transizione energetica attraverso una nuova filiera industriale ad alto contenuto tecnologico, rafforzando il ruolo di Brindisi nel panorama produttivo nazionale ed europeo e aprendo nuove prospettive occupazionali per il territorio.
