Il Sindacato Cobas ha dichiarato lo stato di agitazione per i dipendenti della Santa Teresa per la grave crisi aziendale dovuta al bilancio negativo di 800.000 euro per il 2025 e consistenti perdite per il 2026.
Questa situazione porta alla applicazione della legge Madia che obbliga la Santa Teresa ad un piano triennale rivolta a sanare la situazione, con il 2026 già fortemente pregiudicato con un forte negativo.
Il Cobas già da tempo aveva denunciato una situazione difficile che avrebbe portato a questa situazione, ma è rimasta inascoltata.
L’ultima e forse l’unica comunicazione ricevuta dall’Amministratore della Santa Teresa Aresta risale a Marzo 2026 quando ci comunica di aver posto dei limiti allo straordinario .
L’impegno era quello che ci avrebbe convocati di lì a breve per illustrarci il piano di risanamento, cosa a d oggi ancora non avvenuta.
La Santa Teresa sembra che abbia affidato ad un professionista di scrivere il piano triennale di risanamento che non può che prevedere il taglio dei costi per il lavoro del personale , tradotto in parole povere cassa integrazione per i dipendenti.
Un aspetto fondamentale di questa storia è quella di una gestione esclusiva della Santa Teresa con una forte mancanza di comunicazione con il Cobas , ma anche con la stessa Provincia.
Oggi è difficile affrontare questa situazione perché la Provincia non può programmare per il 2027 e 2028 le risorse da destinare alla Santa Teresa perché i fondi dell’Ente non hanno nessuna certezza di bilancio.
Da qui la grave difficoltà a risolvere la situazione.
Il Cobas si impegnerà ancora una volta ad affrontare con coraggio e determinazione il dramma della Santa Teresa, così come ha sempre fatto nel corso degli anni.
Per il Cobas Roberto Aprile
