July 5, 2026

Di seguito riportiamo integralmente una lettera aperta inviata da Giorgio Sciarra al Presidente Autorità di Sistema Portuale MAM, Francesco Mastro, al Sindaco di Brindisi Giuseppe Marchionna, al Vice Sindaco e Assessore all’Urbanistica Fabio di Bello e, in particolare, alla Cittadinanza.

– Riguardo alla richiesta di concessione delle banchine del lungomare Viale Regina Margherita per la realizzare di una struttura per la nautica da diporto e l’ormeggio d’imbarcazioni.-

Per lo più il rapporto tra l’Autorità Portuale e la città di Brindisi (amministrazione & c.) è sempre stato carente, problematico e poco produttivo. Ciò è avvenuto in particolare con l’ultima versione dell’ente, durante la quale il confronto è stato improntato non sulla soluzione dei problemi con l’obiettivo di perseguire un vantaggio collettivo, ma è stato contraddistinto dall’applicazione della “filosofia” del Marchese del Grillo: io so’ io e voi non … ecc. ecc.

Recentemente il Presidente dell’Ente portuale, Francesco Mastro, ha dichiarato che manca poco alla firma per il rilascio della concessione ventennale delle banchine il lungomare come specificato nell’Avviso Pubblico del 17.2.26 che rende noto che con istanza del 17.10.25 la R.T.I. Le Colonne ha chiesto il «rilascio di atto di concessione ventennale, per l’occupazione e l’uso di un complesso d.m. nel porto di Brindisi di complessivi mq.10.686,50, costituito da un’area scoperta di mq. 611,32 in Via Regina Margherita (banchine Centrale e Dogana) e dal prospiciente specchio acqueo di mq.10.075,18, allo scopo di realizzare una struttura per la nautica da diporto (punti di ormeggio) attrezzata con catenarie e corpi morti per l’ormeggio delle imbarcazioni, un pontile galleggiante su cui installare le colonnine per l’alimentazione idrica ed elettrica e due moduli su piattaforma galleggiante per la realizzazione di un centro servizi» (Vedasi tavola allegato A tratta dall’Avviso pubblico di cui sopra). Sino a questo momento non so se sia stata già firmata, ma cambio poco per ciò che segue.
In pratica il tratto del lungomare che va dalla Capitaneria di Porto – a cui viene lasciato lo spazio, largo quanto il prospetto dell’edificio, per la propria operatività – all’Hotel Internazionale. E’ superfluo sottolineare che si sta parlando, come è evidente a tutti, del punto più panoramico, di una parte iconica della città di Brindisi che esprime una unicità urbana straordinaria e, sempre che il Presidente Mastro non la pensi diversamente, di un luogo fortemente identitario.

Quelle banchine, da sempre, sono state usate naturalmente come approdo diportistico e i recenti strumenti urbanistici hanno semplicemente convalidato lo stato delle cose, non inventando nulla. Quelle banchine oltretutto sarebbero già fornite, per mezzo di apposite colonnine, di acqua ed elettricità attraverso una rete (attualmente pare non funzionante) costruita dall’Autorità portuale circa una quindicina di anni fa. Ne consegue che quando si parla delle suddette banchine sono da considerarsi, a pieno titolo e nell’accezione comune, come pezzi di città con una spiccata fruizione cittadina, dal momento che è noto come Brindisi sia tradizionalmente e per conformazione una città-porto, specificità prevista e regolata da apposite leggi e norme.

A Brindisi, i “confini” della città e del porto sono “indistinti”, si confondono e s’intrecciano proprio come le dita delle mani, in pratica c’è una profonda simbiosi storica e culturale.
Dovrebbe essere ovvio e scontato che dare in concessione una banchina sul lungomare cittadino, non è come concederla a costa Morena o altrove. C’è una differenza enorme e per tale motivo bisogna osservare la massima cautela e rispetto proprio per la citata interazione tra la città e il suo porto. E’ noto che il centro storico, le banchine e i moli sono sovrapposti.
Il porto fa parte della vita quotidiana, economica e culturale della comunità, peculiarità che fa vivere un rapporto diretto, non solo visuale ma fisico. E questo aspetto abbiamo il dovere di conservarlo e non sacrificarlo a interessi che, se pur legittimi, sono di una parte e non di tutti.

Ci sono vari punti, dell’avviso pubblico, che meritano un più puntuale chiarimento:

1. Se è stato previsto l’inevitabile aumento di traffico e la necessità di parcheggio e se ciò è stato preventivamente analizzato e concordato tra l’Amministrazione comunale e l’Ente portuale;

2. sull’avviso pubblico con tavola allegata si legge che si è pensato ad installare «un pontile galleggiante su cui installare le colonnine per l’alimentazione idrica ed elettrica» SOLO lungo la prima parte della banchina in concessione ed esattamente tra la Capitaneria e la Dogana; si chiede perché si è addivenuti a tale parziale soluzione, ed è auspicabile che non sia per evitare lo smontaggio dei finder, poiché in tal caso ricordiamo le parole, anche se opinabili, del presidente Mastro: «chi prenderà in concessione quell’area, e tra qualche giorno firmerò la concessione, se ne occuperà perché i distanziatori ricadono nello spazio concessorio»;

3. perché non si è previsto di estendere il pontile galleggiante per tutta la lunghezza della concessione?

4. I 2,50 metri di profondità di banchina richiesta in concessione saranno delimitati e come? Soprattutto, verranno inibiti al transito pedonale dei cittadini? Se così sarà bisogna essere consci che questo fatto solleverà disapprovazione e malcontento. Sarebbe bene pensare a diverse soluzioni e prescrizioni per evitare ciò. Come quello di un pontile, di larghezza adeguata, lungo tutta la banchina in concessione per lasciare libertà di transito o, se non è un delitto, di passeggio ai cittadini;

5. è auspicabile che si sia tenuto conto che la concessione comprende la banchina prospiciente la scalinata di via Colonne e che proprio in quel punto l’area stradale, com’è noto, subisce un restringimento considerevole e corrisponde al punto più stretto del lungomare, che la recente riqualificazione la destina ai pedoni. Oltre a questo aspetto, proprio in quell’area si tengono, molto spesso, pubbliche manifestazioni molto partecipate e talune volte, proprio per sopperire alla mancanza di spazio, c’è la necessità di prevedere l’installazione a mare di una “piattaforma” allo scopo di per ampliare tale area. Nell’auspicio che si sia tenuto anche conto dell’approdo della processione a mare dei Santi Patroni;

6. si è valutata e si terrà conto della particolare attenzione che l’unicità del punto richiede trattandosi di un punto con una straordinaria unicità visuale panoramica?

7. La realizzazione di tale «struttura per la nautica da diporto (punti di ormeggio) attrezzata con catenarie e corpi morti per l’ormeggio delle imbarcazioni» delle dimensioni previste costituirà un impedimento e/o una complicazione per l’ingresso e l’evoluzione delle navi da crociera nel porto interno?

8. Non è forse eccessiva la durata della concessione (20 anni)? Non sembra conveniente ipotecare una parte importante e strategica – per gli aspetti sopra specificati – della città per così lungo tempo senza tener conto che le esigenze e le prospettive cittadine possano mutare. Si chiede una drastica riduzione durata della concessione.

E’ doveroso chiedersi se si terrà conto di tali esigenze della Città. Se lo si è tenuto, di sicuro sarà stata prevista e regolamentata nell’atto della convenzione.

Si allega (B) il rendering della prima idea progettuale per la riqualificazione del lungomare, risalente al periodo di Domenico Mennitti, sindaco, quando percorse l’idea di “Brindisi città d’Acqua” dando il via, tra l’altro, alla riqualificazione del lungomare. Nel rendering si vede come siano possibili soluzioni che rispettino i luoghi della città, la sua storia e i suoi cittadini.

Ecco, questi sono i punti che sarebbe bene chiarire per evitare che un intervento privato non sia inviso alla cittadinanza e per scongiurare preventivamente le proteste che accrescerebbero una conflittualità sociale di cui la città di Brindisi non ha certo bisogno.

 

Giorgio Sciarra

Allegato A – tavola tratta dall’Avviso pubblico dell’AdSPMAM

 

Allegato (B) – rendering vecchia idea progettuale

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