September 28, 2020

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fabio trevesQuest’anno ricorrono i 40 anni di fondazione della Treves Blues Band. 40 anni di grande passione sulla strada della “Musica del diavolo”.

A Radiazioni Cult abbiamo celebrato questo importante traguardo con Fabio Treves, armonicista milanese e uno dei padri del Blues italiano.

Riportiamo di seguito una parte dell’intervista telefonica effettuata negli studi di Ciccio Riccio.

 

Radiazioni Cult: 40 anni di Blues sono un grandissimo traguardo. Come stai vivendo questo particolare momento, uno dei più importanti della tua vita personale ed artistica?

Treves: Lo sto vivendo bene, suonando in diversi teatri per divulgare ancora una volta lo spirito e i valori che il blues incarna. E’ un momento particolare perchè non avrei mai creduto di andare avanti per così tanto tempo. Gli inizi sono stati difficili. Non c’erano negozi specializzati di musica, non c’erano riviste di blues, la televisione era in bianco e nero e quindi ho fatto fatica. Solo la mia passione e la mia “cocciutaggine” mi hanno fatto arrivare a questo bel traguardo.

 

Hai cominciato a suonare l’organo per poi passare al basso. Tra gli strumenti a fiato sei passato dal sax alto alla tromba. Poi invece hai iniziato a suonare l’armonica e non l’hai più lasciata. A chi o a cosa devi l’amore e l’interesse per questo strumento?

Inizialmente l’armonica non mi affascinava. La luce si è accesa durante un concerto degli Who a Milano nel 1965. Come spalla c’era un gruppo inglese chiamato The Primitives, il cui cantante era Paul Bredley, in arte Mal, che suonava molto bene l’armonica in maniera coinvolgente. Mi sono sentito attratto da quel suono e da allora non l’ho più lasciata.

 

Nella tua lunga carriera hai suonato e collaborato con alcuni tra i più grandi artisti italiani e con delle autentiche leggende del panorama musicale mondiale. Frank Zappa, in sua autobiografia ti ha definito “anarchico”. Che ricordo hai di questa vostra amicizia?

Questa citazione è uno tra i più bei complimenti ricevuti in tutta la mia vita, perchè di fatto sono un anarchico e mi piace fare le cose in maniera indipendente.. Mi piace sudare con il blues perchè le le cose fatte con la fatica ti danno maggiore soddisfazione. L’amicizia con Frank Zappa è stata bella, intensa anche se breve. Ci vorrebbero molte ore per raccontare tutto quello che ci siamo detti. La cosa più bella è che questa amicizia è rimasta nel cuore della moglie e dei figli dell’artista. Essere stato l’unico musicista italiano ad aver suonato con Zappa, è motivo di grande orgoglio e soddisfazione.

 

treves 40 anniNegli ultimi anni il blues si è evoluto, grazie anche all’avvento dei cosidetti “Power Duo”, una sorta di downhome moderno, scarno nella strumentazione, ma robusto ed efficace nei suoni, dove a volte anche l’elettronica strizza l’occhio. Sei interessato a queste nuove forme di blues?

La bellezza del blues sta nel fatto che prima o poi si ritorna alle origini. Certe registrazioni che io sento, non sono altro che la riproposizione in chiave moderna e digitale di quello che si ascoltatava 80 anni fa nel Mississippi. A me piace tutto il blues. Tutto quello che promuove la bellezza del blues, è una cosa bella, da spingere. Il blues è una filosofia di vita. E’ fatto di valori fondamentali. Non troverai mai un bluesman come persona perfida o malvagia. Il blues significa essere in armonia con la gente che ti circonda e sostiene progetti di solidarietà e di pace.

 

Da pochi mesi è venuto a mancare Roberto Ciotti, a cui abbiamo dedicato la nostra rassegna radiofonica “Aprile in Blues”. Qual’è il tuo ricordo dell’artista romano?

Più che con le parole mi piacerebbe farti vedere alcune fotografie che mi sono state mandate alcuni giorni fa. Esse ritraggono alcuni scatti di quando muovevamo i primi passi. Roberto è sempre stato il mio “Blues Brother” romano. Ci siamo voluti bene con molto affetto. Lo scorso anno ci siamo ritrovati sul palco del Trasimeno Blues. Quando si è ammalato, gli sono stato vicino, nonostante i km ci dividessero. Il mio ricordo di Roberto è quello di una persona simpatica, semplice. Ha sempre fatto la musica che voleva fare con coerenza e grande rispetto per tutti gli altri generi musicali.

 

MARCO GRECO

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