March 2, 2026

Abbiamo ascoltato con sconcerto, nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale, le dichiarazioni del Sindaco Pino Marchionna in merito a presunte pressioni ricevute sulla firma di un documento politico che fissava termini e condizioni per il rientro in Giunta di un nostro esponente.
Su un tema così grave non possono esistere ambiguità.

Se il Sindaco ha realmente subito pressioni nell’esercizio delle sue funzioni, ha il dovere morale e istituzionale di rivolgersi immediatamente alla Procura della Repubblica e denunciare formalmente quanto accaduto. Lo impone il ruolo che ricopre. Lo impone il rispetto verso il Consiglio Comunale. Lo impone, soprattutto, il rispetto verso la città.
In caso contrario, evocare genericamente “pressioni” senza indicare fatti, circostanze e responsabilità rischia di trasformarsi in un maldestro tentativo di giustificare scelte politiche autonome e discutibili. La politica non può diventare il terreno delle allusioni.
Il punto, infatti, non è un assessorato.

Il punto è il metodo.
È il metodo con cui si è deciso di escludere dal governo cittadino un movimento che ha contribuito in maniera determinante alla vittoria elettorale, sia in termini numerici sia nella scelta stessa della candidatura.

Il nostro movimento ha sostenuto pubblicamente posizioni chiare, assumendo anche scelte difficili e pagando costi politici e personali, perché credevamo in un progetto e in una parola data. In politica la credibilità si misura sulla coerenza e sul rispetto degli impegni.
Una maggioranza si regge su patti politici ed etici. E quel Patto etico era stato sottoscritto da tutto il centrodestra insieme al Sindaco, proprio per evitare trasformismi, passaggi di casacca e giochi di potere fondati sui numeri anziché sui contenuti. Si stabiliva un principio semplice: chi aumentava il numero dei consiglieri non avrebbe ottenuto premi o sovrarappresentazioni.
Quel patto è stato disatteso.

Si è preferito sacrificare l’equilibrio politico sull’altare dei numeri. Si è consumato un vero e proprio ribaltone, degno di quelle operazioni che in passato venivano aspramente criticate dagli stessi protagonisti di oggi. Un cambio di assetto che somiglia più a una compensazione post-elettorale che a una scelta nell’interesse della città.
Non è accettabile che il Comune venga trasformato in una camera di compensazione per equilibri interni ai partiti o per partite che nulla hanno a che vedere con l’amministrazione cittadina.
In questa coalizione esiste oggi un movimento che porta il nome del Sindaco nato esclusivamente per sostenere la candidatura , quindi un cartello elettorale,privo di una reale identità politica nel centrodestra e destinato a dissolversi con la fine del mandato. Nel frattempo, però, incide sugli equilibri amministrativi e altera il peso politico delle forze in campo, avendo due assessorati , uno in meno di Forza Italia ed uguale a F.lli d’Italia, che hanno peso politico diverso.
Il sovradimensionamento della Giunta non risponde a logiche di efficienza amministrativa ma a logiche di equilibrio interno. E questo è un dato politico, non un’opinione.
Se questa è la nuova linea, occorre dirlo chiaramente: si è scelto di ridisegnare la maggioranza escludendo chi veniva ritenuto scomodo. È una scelta legittima, ma se ne assumano la responsabilità senza evocare pressioni o capri espiatori.

In questi tre anni le fibrillazioni sono state continue. I risultati, purtroppo, insufficienti rispetto alle aspettative. La sensazione diffusa è che si stia tirando a campare, con il rischio di compromettere definitivamente il futuro politico del centrodestra brindisino.
Noi continueremo a svolgere il nostro ruolo con fermezza e vigilanza, pronti a segnalare nelle sedi competenti qualsiasi atto che dovesse risultare contrario alle regole o agli interessi della città.

Brindisi merita stabilità, serietà e rispetto degli impegni assunti con gli elettori. Le promesse non sono slogan da campagna elettorale, ma vincoli morali verso la comunità.
Noi continueremo a camminare a testa alta, coerenti con la nostra storia.
Chi ha scelto altre strade se ne assuma fino in fondo la responsabilità politica davanti ai cittadini.

 

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