Il 4 marzo si celebra la Giornata mondiale dell’obesità, istituita nel 2015 dalla World Obesity Federation per sensibilizzare sulla prevenzione e cura di quella che è riconosciuta come una patologia cronica complessa. L’obiettivo è contrastare lo stigma, promuovere stili di vita sani e agire sui sistemi sanitari e alimentari.
L’Unità operativa di Igiene della Nutrizione della Asl Brindisi (che fa parte del Sian), diretta dal dottor Pasquale Fina, ha avviato, negli ambulatori di Dietetica preventiva dell’ex ospedale Di Summa di Brindisi e del Distretto Sociosanitario 3, a Francavilla Fontana, i progetti regionali Alma – Colei che nutre e il Percorso preventivo diagnostico terapeutico assistenziale (PPDTA) per il contrasto all’obesità pediatrica.
“L’obiettivo di Alma – spiega il dottor Fina – è quello di predisporre interventi rivolti alle donne in età fertile, gravide, puerpere e in allattamento. La donna segue, a ogni trimestre di gravidanza, una visita nutrizionale in uno degli ambulatori di Dietetica preventiva del Sian. Il percorso di educazione alimentare ha lo scopo di garantire i giusti apporti energetici e di micronutrienti alla donna e al feto; evitare un eccessivo incremento ponderale, il rischio di diabete gestazionale, ipertensione, edema e gestosi. Il Percorso per il contrasto all’obesità pediatrica, invece, vuole rinforzare i principi di una sana alimentazione e di salutari stili di vita nelle famiglie; offrire una rete assistenziale di presa in carico dell’obesità pediatrica orientata all’efficacia, efficienza e attenzione verso i bisogni globali dei pazienti, organizzata secondo il modello di livelli diversi di intensità di cura, a seconda della situazione clinica del paziente; garantire a tutti i bambini e adolescenti un percorso di prevenzione e cura dell’obesità basato sulla omogeneità di intervento a tutti i livelli della rete di assistenza”.
In alcuni casi la soluzione all’obesità può essere chirurgica. Il dottor Giuseppe Manca, direttore della Chirurgia generale dell’ospedale Perrino di Brindisi ricorda che dalla metà del 2017 nell’ospedale Perrino di Brindisi sono stati effettuati circa 500 interventi di chirurgia bariatrica. “Il centro brindisino – spiega – si è imposto a livello regionale come uno dei pochi presidi pubblici nei quali i pazienti sono presi in carico e seguiti lungo un percorso specifico e diverso caso per caso. L’équipe multidisciplinare dedicata all’obesità è costituita da chirurghi, endocrinologi, dietologi, anestesisti, psicologi e infermieri. L’intervento permette un notevole calo ponderale (riduzione fino al 70% del peso corporeo in eccesso) e un miglioramento degli aspetti metabolici, del sistema cardiovascolare e di quelli psicologici. Naturalmente anche le strategie dietetiche e farmacologiche sono importanti e in futuro i farmaci avranno un ruolo fondamentale nella fase di preparazione e successiva all’intervento. Questa metodica chirurgica – prosegue il dottor Manca – viene applicata passando per un percorso che prevede la selezione, il reclutamento, la gestione e il follow-up dei pazienti obesi candidati da parte dell’Endocrinologia e della Nutrizione clinica, prima di arrivare alla Chirurgia. La tecnica utilizzata con maggiore frequenza nella struttura brindisina è la sleeve gastrectomy, la riduzione dello stomaco che serve a limitare la quantità di cibo ingerita e a contrastare la produzione degli ormoni responsabili del senso di fame; solo eccezionalmente, se ci sono controindicazioni per la sleeve, i chirurghi possono eseguire il by-pass gastrico, con cui lo stomaco viene ridotto e collegato all’intestino tenue”.
Nel Pta di Ceglie Messapica è attivo un ambulatorio per le dislipidemie e l’obesità: “L’Italia – spiega la dottoressa Annapaola Zito, responsabile sanitario – è stato il primo paese al mondo a riconoscere l’obesità come malattia lo scorso primo ottobre 2025 con importanti passi legislativi verso la prevenzione e la cura, puntando su un cambio di paradigma sanitario. Parlare di obesità significa parlare di salute, prevenzione e accesso alle cure. Le dislipidemie e l’obesità rappresentano importanti fattori di rischio per la salute cardiovascolare. L’ambulatorio si avvale della figura di una biologa nutrizionista per i piani alimentari e della collaborazione continua e costante tra il cardiologo ed il diabetologo per la presa in carico del paziente obeso diabetico ed obeso non diabetico. Questa giornata rappresenta un’occasione per diffondere informazioni corrette, contrastare lo stigma sociale, promuovere un approccio medico e umano e sostenere chi vive questa condizione. La lotta all’obesità non è solo una questione clinica, ma anche culturale. Insieme possiamo costruire una comunità più consapevole e inclusiva”.
In un video realizzato dalla Asl e introdotto da don Cosimo Schena il direttore generale Maurizio De Nuccio sottolinea che “la Giornata mondiale dell’obesità non è soltanto una ricorrenza ma un forte richiamo alla responsabilità delle istituzioni. Come Asl Brindisi stiamo rafforzando la rete tra clinica, prevenzione e territorio perché solo un approccio realmente integrato può affrontare una delle più grandi emergenze sanitarie del nostro tempo. È una sfida che riguarda tutti noi e che possiamo vincere solo lavorando insieme”.
UFFICIO STAMPA ASL BRINDISI
