La Commissione Bilancio e programmazione, presieduta da Ubaldo Pagano, ha espresso all’unanimità parere favorevole sul disegno di legge relativo alla rottamazione quinquies della tassa automobilistica regionale.
Il ddl introduce due elementi: la definizione agevolata della tassa automobilistica regionale (Rottamazione quinquies) e l’istituzione del Fondo per il potenziamento degli strumenti di controllo e contrasto all’evasione dei tributi regionali. Lo fa partendo dal recepimento delle norme statali contenute negli articoli 10‑quinquies e 14‑bis del decreto-legge n. 38/2026, convertito dalla legge n. 88/2026.
Il disegno di legge consente ai contribuenti pugliesi di regolarizzare i debiti relativi alla tassa automobilistica affidati dell’Agenzia delle Entrate‑Riscossione tra il 2000 e il 2023, eliminando sanzioni, interessi di mora e aggio, con il pagamento del solo tributo e delle spese di notifica ed esecutive.
L’obiettivo prioritario dell’intervento normativo regionale è duplice: da una parte, sostenere il contribuente alleviando la pressione fiscale gravante sui cittadini e sulle imprese pugliesi, consentendo la regolarizzazione delle pendenze tributarie relative alla tassa automobilistica regionale senza l’applicazione di sanzioni, interessi di mora e dell’aggio di riscossione; dall’altra, rendere efficace la riscossione coattiva massimizzando il recupero del gettito arretrato relativo a crediti d’imposta storici (2000-2023) che, a causa della vetustà dei carichi, presentano indici di riscuotibilità ordinaria estremamente marginali. L’agevolazione costituisce un incentivo all’adempimento spontaneo, canalizzando flussi finanziari certi e immediati verso il bilancio regionale.
L’ambito oggettivo della definizione agevolata della tassa automobilistica regionale per i carichi affidati all’Agente della Riscossione (AdE-R) va dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, recependo formalmente la facoltà concessa dallo Stato. Viene anche disposta espressamente l’esclusione dei debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti, a salvaguardia del patrimonio erariale pubblico.
La domanda di adesione potrà essere presentata dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026 tramite i canali telematici dell’Agente della riscossione. La presentazione dell’istanza sospende i termini di prescrizione e decadenza e blocca nuove procedure esecutive.
Il pagamento potrà avvenire in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027, oppure tramite rateizzazione fino a un massimo di 54 rate bimestrali (distribuite su 9 anni) di importo non inferiore a 100 euro ciascuna, con l’applicazione degli interessi legali al 3 per cento annuo a decorrere dal 1° aprile 2027.
La decadenza dai benefici è prevista in caso di mancato o insufficiente versamento dell’unica rata, di due rate (anche non consecutive) o dell’ultima rata. In tal caso, le somme già versate restano acquisite a titolo di acconto.
A carico dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione è posto l’obbligo di trasmettere ai contribuenti aderenti alla definizione agevolata la comunicazione contenente l’ammontare complessivo delle somme dovute entro il 28 febbraio 2027.
Sul piano finanziario, il provvedimento comporta minori entrate per l’esercizio 2026 pari a 1,116 milioni di euro, compensate dal recupero del tributo e delle spese di notifica a partire dal 2027 per un importo pari a 0,837 milioni di euro, e dall’iscrizione delle entrate derivanti dalla definizione agevolata nei bilanci pluriennali, previo accantonamento al Fondo crediti di dubbia esigibilità.
Il disegno di legge istituisce poi il Fondo previsto dalla normativa statale per rafforzare la capacità amministrativa della Regione nella gestione delle entrate e nel contrasto all’evasione fiscale.
Il Fondo sarà alimentato annualmente da una quota del gettito effettivamente riscosso nell’anno precedente, derivante dalle attività di recupero dell’evasione sui tributi regionali a gestione diretta (tassa automobilistica, concessioni regionali, ecotassa, arisgan). Le risorse saranno destinate a investimenti tecnologici e all’interoperabilità delle banche dati, alla formazione e all’aggiornamento del personale (con particolare attenzione alle competenze digitali) e all’acquisto di dotazioni informatiche e software specialistici.
La Giunta regionale adotterà entro 180 giorni il regolamento attuativo che definirà i criteri e i limiti di utilizzo del Fondo. Dal 2027 la copertura finanziaria sarà integralmente garantita dalle somme recuperate attraverso la lotta all’evasione.
La proposta legislativa si colloca nel quadro delle misure dirette a migliorare la capacità di gestione delle entrate regionali, a rafforzare le attività di contrasto all’evasione fiscale e trova fondamento nei principi costituzionali di cui agli articoli 3, 53 e 97 della Costituzione. Il corretto assolvimento degli obblighi tributari rappresenta infatti uno strumento essenziale per garantire il principio di capacità contributiva e il finanziamento delle funzioni pubbliche. In questo senso si rileva come la Corte Costituzionale abbia più volte riconosciuto la rilevanza dell’interesse fiscale quale interesse pubblico primario e valore fondamentale dell’ordinamento, strettamente connesso alla realizzazione dei principi di solidarietà e uguaglianza sostanziale.
In assenza di dati storici da assumere a base di calcolo, si ritiene congruo ipotizzare che il 50% dei debiti (tributo + spese di notifica) venga corrisposto tramite la scelta del contribuente di versare il dovuto in un’unica soluzione con scadenza entro il 31 marzo 2027, e che il restante 50% venga corrisposto optando per la dilazione di pagamento fino a 54 rate bimestrali dal 2027 fino al 2036.
Per il periodo 2026-2036, la stima dell’impatto sul gettito di entrata derivante dalle disposizioni relative alla cosiddetta “rottamazione quinquies” per la tassa automobilistica regionale si traduce in una perdita netta di bilancio complessivamente stimabile in 278.712,85 euro, a fronte di un’accelerazione della possibilità di riscossione dei crediti iscritti in bilancio dal 2000 al 2023 a titolo di ruoli affidati all’Agenzia delle Entrate – Riscossione. La perdita è susseguente alla rinuncia alla riscossione della quota sanzioni e della quota interessi, complessivamente pari a 6.451.686,41 euro.
