Le recenti dichiarazioni del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro sul futuro dell’aeroporto di Grottaglie hanno riaperto il confronto sull’organizzazione del sistema aeroportuale pugliese e sulla possibilità di sviluppare nuovi voli passeggeri.
Un dibattito nel quale Assoturismo Confesercenti della provincia di Brindisi e AIGO Confesercenti Puglia ritengono utile portare il punto di vista delle imprese turistiche.
Non per alimentare l’ennesima contrapposizione tra territori, precisano le due organizzazioni, ma per porre una questione molto concreta: alla Puglia servono più aeroporti che si dividono i passeggeri oppure più passeggeri che arrivano in Puglia?
Per Enzo Di Roma, presidente provinciale di Assoturismo Confesercenti Brindisi, il punto di partenza non può che essere l’Aeroporto del Salento e il ruolo che ha assunto per l’intera economia turistica del territorio.
«Brindisi non è semplicemente l’aeroporto di una provincia. È la porta d’ingresso di una vasta area turistica che negli ultimi anni è cresciuta enormemente. Dietro ogni volo ci sono alberghi, strutture extralberghiere, agenzie, ristoranti, stabilimenti, commercio, servizi e migliaia di lavoratori. Per questo, prima di spostare o frammentare traffico passeggeri, dobbiamo capire quali conseguenze può avere sull’equilibrio che si è costruito».
Di Roma pone soprattutto una questione di prospettiva. «Noi chiediamo da tempo più collegamenti, più destinazioni internazionali e soprattutto più voli nei mesi di bassa stagione. Se vogliamo davvero destagionalizzare il turismo, è su questo che dobbiamo investire. Il problema del Salento non è avere un altro aeroporto passeggeri a poca distanza: è avere più voli durante tutto l’anno.»
Il ragionamento di Michele Piccirillo, presidente regionale AIGO Confesercenti Puglia, parte invece da una visione complessiva del sistema turistico regionale.
«Non credo sia utile impostare la discussione come una partita tra Brindisi e Taranto. Sarebbe un errore e, francamente, sarebbe anche un modo vecchio di affrontare il problema. Grottaglie è un’infrastruttura importante della Puglia e deve essere valorizzata. Ma proprio perché parliamo di programmazione regionale dobbiamo chiederci quale funzione attribuire a ciascun aeroporto e quale valore aggiunto produca per il territorio».
Piccirillo pone quindi una domanda che AIGO Confesercenti Puglia, l’associazione italiana gestori ospitalità diffusa considera preliminare a qualsiasi scelta: «Se da Grottaglie partiranno nuovi voli, porteranno nuovi viaggiatori in Puglia oppure una parte delle compagnie e dei passeggeri che oggi utilizzano Brindisi verrà semplicemente spostata di qualche decina di chilometri? Perché sono due cose completamente diverse. Nel primo caso stiamo facendo crescere il sistema; nel secondo lo stiamo soltanto dividendo».
Ed è proprio qui, secondo AIGO, che entra in gioco Foggia.
«Se vogliamo ragionare sull’ampliamento dell’accessibilità aerea della Puglia – continua Piccirillo – guardiamo anche dove esiste un problema geografico reale. Il Gargano e il Nord della Puglia sono lontani dagli aeroporti che concentrano oggi la maggior parte dei collegamenti. Far crescere il Gino Lisa può significare portare l’aereo più vicino a un territorio che ne ha bisogno. È una logica diversa dal creare sovrapposizioni nello stesso bacino».
Per AIGO Puglia la questione aeroportuale riguarda direttamente anche uno dei grandi obiettivi del turismo pugliese dei prossimi anni: allungare la stagione.
«Parliamo continuamente di destagionalizzazione – aggiunge Piccirillo – e chiediamo agli operatori di tenere aperto, organizzare eventi, investire e cercare nuovi mercati. Ma poi dobbiamo mettere quei mercati nelle condizioni di raggiungerci. Un collegamento internazionale a febbraio, marzo o novembre può valere per il nostro sistema turistico molto più dell’ennesimo volo aggiunto quando ad agosto siamo già pieni».
Da Assoturismo Brindisi e AIGO Puglia arriva quindi una richiesta alla Regione: affrontare il tema senza campanilismi, ma anche senza dare per scontato che moltiplicare gli scali passeggeri significhi automaticamente migliorare l’accessibilità.
«Il presidente Decaro – conclude Piccirillo – ha posto anche il tema delle possibili sovrapposizioni. Credo sia esattamente da lì che bisogna partire. Prima misuriamo i bacini, i flussi e le reali possibilità di generare nuovo traffico; poi decidiamo. La Puglia ha impiegato anni per diventare una destinazione turistica internazionale. Ora deve costruire un sistema di collegamenti capace di accompagnare questa crescita».
E la sintesi, per le due organizzazioni, può essere molto semplice:
«Rafforziamo ciò che funziona, sviluppiamo ciò che manca e specializziamo ciò che può fare altro. La Puglia non ha bisogno di una gara tra aeroporti. Ha bisogno di più voli, più mercati e più mesi di turismo.»
