Un pubblico letteralmente in estasi ha accolto Gianni Morandi all’Arena Bianca di Ostuni, regalando una serata indimenticabile che ha ripercorso ben 60 anni di straordinaria carriera dal vivo. Lo spettacolo, due ore di pura adrenalina, si è aperto nel segno della storia con l’intramontabile brano manifesto “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”, accendendo subito l’entusiasmo della platea. La perfetta riuscita del live porta la firma eccellente di Aurora Eventi di Livio Iaia, una realtà in costante ascesa che si sta imponendo con forza nel panorama organizzativo teatrale e dei grandi eventi pugliesi.
Sul palco, l’artista ha dimostrato ancora una volta perché sia considerato l’eterno ragazzo della musica italiana, supportato da un’orchestra straordinaria di 10 elementi: dai fiati alla batteria, passando per chitarre, basso e pianoforte, ogni musicista ha espresso una qualità eccelsa. Lo show ha vissuto momenti musicali altissimi grazie agli straordinari assoli concessi ai singoli elementi della band: dalle travolgenti incursioni del trombettista alle spettacolari evoluzioni del chitarrista, fino al groove trascinante impresso al basso, suonato sul palco da una splendida ragazza che ha calamitato l’attenzione e gli applausi del pubblico. Va dato grande atto a Morandi per la sua straordinaria capacità di coinvolgere tutti: perfino i tre coristi non hanno svolto un semplice ruolo di accompagnamento, ma sono stati veri e propri protagonisti sul palco, dialogando alla pari con il cantante. Il tutto è stato valorizzato da una scenografia bellissima e da un’ottima regia, che ha trasmesso l’intero show in diretta sul maxischermo centrale, permettendo anche a chi era più lontano dal palco di sentirsi partecipe.
La scaletta è stata un viaggio ad altissima intensità emotiva, capace di scatenare l’entusiasmo del pubblico: l’intera platea si è alzata in piedi per ballare a ritmo sfrenato sulle note travolgenti di “Andavo a cento all’ora” e sul ritmo incalzante e contagioso della celeberrima “Bella Belinda”, che ha fatto saltare a tempo generazioni diverse. Il viaggio nei ricordi è poi proseguito con i grandi classici degli anni ’60, toccando l’apice del romanticismo con la mitica “In ginocchio da te”. Morandi ha sprigionato tutta la forza emotiva di questo pezzo storico, una delle più grandi dichiarazioni d’amore della nostra musica, incentrata sulla richiesta di perdono universale e vulnerabile che mette da parte l’orgoglio per amore. I cori del pubblico hanno poi accompagnato hit come “Non son degno di te”, la spensierata “Se puoi uscire una domenica sola con me” e l’immancabile inno generazionale “Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte”. Un momento di pura commozione collettiva si è vissuto sulle note di “La fisarmonica”, che ha fatto letteralmente emozionare gli ultrasessantenni in platea, per poi toccare la poesia di “Chimera”, da sempre considerata la vera canzone del cuore del suo repertorio.
I momenti di intimità sono proseguiti durante il tributo a Lucio Dalla. Morandi ha rievocato la loro fraterna collaborazione e quel periodo buio in cui Dalla gli rimase vicino sostenendo la sua rinascita, simboleggiata dall’esecuzione della celebre “Canzoni stonate” – il pezzo che nel 1981 segnò il suo grande ritorno – per poi culminare in pietre miliari come “Futura” e la celeberrima “Piazza Grande”.
Proprio sul tema della rinascita e della forza di rialzarsi di fronte alle difficoltà della vita, l’atmosfera si è fatta epica ed emozionante sulle note di “Uno su mille”. L’inno alla speranza per eccellenza ha visto l’intera Arena Bianca cantare all’unisono il celebre ritornello, stringendosi attorno a un brano che è un manifesto universale per non arrendersi mai.
Parlando invece del legame con Dalla, Morandi ha regalato al pubblico un gustoso aneddoto storico: ha ricordato di quando, nel 1988, i due erano in tour insieme e notavano che in cima alla Hit Parade trionfava un artista per loro allora totalmente sconosciuto, un giovanissimo Jovanotti. All’epoca, sia lui che Lucio pensarono che si trattasse solo di una meteora passeggera. Il destino ha poi voluto che quell’esordiente diventasse un gigante della musica italiana e che firmasse l’incredibile ritorno sul palcoscenico di Sanremo di Morandi nel 2022 con il trionfo del brano “Apri tutte le porte”. Il ritmo si è così fatto nuovamente trascinante con un irresistibile omaggio a Mina sulle note di “Tintarella di luna”, per poi proiettarsi nella contemporaneità pop ed esplodere di energia.
Il finale è stato un vero e proprio tripudio: richiamati a gran voce sul palco da un pubblico che non voleva lasciarli andare via, gli artisti sono tornati insieme per un bis travolgente, regalando una straordinaria esecuzione di “Scende la pioggia” che ha trasformato l’arena in una gigantesca festa a cielo aperto.
In conclusione, è stata una serata meravigliosa vissuta da un pubblico straordinariamente eterogeneo: la platea non era composta solo da storici fan “over”, ma anche da tantissimi giovani che hanno cantato e ballato dall’inizio alla fine, dimostrando un profondo apprezzamento per una vera e propria icona della musica italiana in grado di superare ogni barriera generazionale.
Giada Amatori
