Il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale Francesco Mastro ancora una volta ha scelto un palcoscenico prestigioso per lanciare accuse a destra e a manca e per fornire una visione a dir poco distorta dell’economia portuale brindisina. Nella cerimonia inaugurale dello Snim, infatti, era stato chiamato a rivolgere un semplice saluto – così come hanno fatto tutte le altre autorità presenti – e invece ha lanciato strali contro tutti, esaltando solo le sue doti e mettendo in risalto risultati che forse esistono solo nella sua mente.
Ha parlato, ad esempio, della manifestazione di interesse per la ‘banchina Enel’, senza dire che ci vorrà almeno un altro anno prima che venga liberata del tutto e quindi che diventi utilizzabile per un eventuale nuovo concessionario dell’area.
Ha parlato dei ‘grandi risultati’ ottenuti dall’ente portuale in tema di utilizzo di energia rinnovabile ed ha citato i pannelli fotovoltaici collocati sul tetto degli uffici dell’Autorità e sulla diga di Punta Riso.
Si è intestato risultati infrastrutturali che vengono dal passato ed ha tentato di nascondere il fatto che le nuove risorse verranno spese quasi integralmente nel porto di Bari.
La realtà è che Mastro non dice che ad oggi non esiste un progetto per un vero e proprio terminal crocieristico, visto che quello che devono realizzare a Costa Morena Nord non è altro che un grande gazebo (ad opera della Msc). Del terminal delle vele si sente parlare da dieci anni.
Poi ci sono la vasca di colmata e la colmata di Capobianco. Si tratta di opere importanti, ma per vederle realizzate occorreranno almeno altri due-tre anni (per Capobianco addirittura 4-5).
La nautica da diporto va bene – ci mancherebbe – (ammesso e non concesso che l’ente portuale individui le aree dove ospitare nuovi insediamenti produttivi in questo settore) ma non può essere considerata la soluzione alla gravissima crisi in cui versa l’economia portuale brindisina.
A fronte di tutto questo, Mastro continua a sottrarsi ad un confronto reale con gli operatori portuali e con i consiglieri comunali. Venga a dirlo a noi che “il porto è vivo, il porto è in crescita”. Purtroppo per lui parlano i numeri. Nel 2026 si registra un ulteriore crollo dei traffici ed i numeri sono quelli ufficiali pubblicati sul sito dell’ente. E poi ci sono i licenziamenti, anche da parte di imprese storiche del porto. Parlano anche le crisi della società di rimorchio, degli ormeggiatori (due unità sono state già trasferite a Ravenna). E parlano i dati della crisi che stanno affrontando tutte le altre imprese portuali.
Proprio per questo non capiamo a cosa si riferisce quando snocciola elementi positivi.
A questo si aggiunge il fatto che Mastro continua a nicchiare sulla integrazione porto-città che per noi resta fondamentale. Bene il confronto continuo con il Sindaco Marchionna (a differenza della passata amministrazione, con il Sindaco Rossi, totalmente contraria a qualsiasi dialogo) ma non a caso i capigruppo consiliari hanno chiesto un incontro che da mesi non si riesce ancora a realizzare per indisponibilità del Presidente.
Il Comune non è una comparsa, ma un protagonista della vita del territorio.
Vorremmo sapere, ad esempio, il motivo per cui – ancora oggi – gli armatori delle navi da crociera sono costretti a pagare lo shuttle di collegamento per i passeggeri quando vanno a Costa Morena.
E poi ci parli di questo ‘interesse’ dei cinesi per le banchine del porto di Brindisi. Non ci accontentiamo degli annunci.
Per tutto questo, l’avv. Mastro la smetta nel considerarsi un salvatore della patria. Allo stato attuale, infatti, lui è Presidente anche di Brindisi, di un porto agonizzante e che ha un ente portuale che non è in grado di programmare una stagione di ripresa delle attività. E non basta farsi il giro del mondo a spese dell’ente per pubblicizzare non si sa bene cosa.
Chi guida una struttura come quella portuale non deve solo parlare, ma rivendicare risultati concreti e magari la smetta di attaccare imprenditori, politici e giornalisti che si ‘permettono’ di mettere in dubbio le sue verità. Si tratta spesso di gente che da trent’anni vede entrare le navi nel porto, mentre lui non si sa neanche di cosa si occupasse prima di diventare un ‘esperto’ di porti. Brindisi, insomma, ha bisogno di ben altro rispetto a qualche annuncio pronunciato senza contraddittorio.
Michelangelo Greco e Lino Luperti – consiglieri comunali
