October 22, 2020

Brundisium.net
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Nella giornata di ieri abbiamo inviato una nota all’Assessore Regionale all’Ambiente Dottor Giovanni Francesco STEA con cui ci complimentiamo per l’avvenuto stanziamento di risorse notevoli destinate a bonificare tutta una serie di vecchie discariche che costituiscono un reale problema per le varie matrici ambientali che vengono ad essere interessate.

 

Nella nota, indirizzata per conoscenza anche al Sindaco di Brindisi, abbiamo posto l’accento sulla circostanza che il Comune di Brindisi non è rientrato tra i beneficiari dei 69 milioni di euro stanziati per la “ progettazione ed esecuzione di interventi di messa in sicurezza d’emergenza e/o misure di prevenzione di siti interessati dalla presenza di sorgenti primarie e/o secondarie di contaminazione”.

 

Tanto perché, con ogni probabilità, l’Amministrazione Comunale non ha fatto richiesta di accedere a queste risorse rivenienti dai fondi POR 2014/2020.

 

Eppure, il territorio di Brindisi, dichiarato come SIN fin dalla Legge 426/1998, quando i siti d’interesse nazionale erano solo 14, è interessato da una serie di aree inquinate che avrebbero potuto godere dei richiamati finanziamenti.

 

Abbiamo, quindi, richiamato l’attenzione dell’Assessore STEA su due siti specifici:

• L’area all’interno della zona industriale nota come ex Alfa Edile;
• La discarica di Autigno ed in particolare il primo lotto.

In merito all’area ex Alfa Edile abbiamo sottolineato che si tratta di un sito di stoccaggio di rifiuti urbani (ecoballe per circa 5-6.000 tonn.) che la fallita Alfa Edile ha smaltito su un terreno della zona industriale preso in fitto e privo di ogni forma di protezione impermeabilizzante.
A distanza di circa 15 anni i rifiuti sono sempre lì allocati, a meno di periodici incendi estivi che ne hanno ridotto le quantità e che hanno indotto, per la prima volta a Brindisi, un Sindaco ad emettere un’ordinanza di divieto di uscita dalle abitazioni e di tenere le finestre chiuse a causa del superamento delle concentrazioni di benzo(a)pirene ed altro di ben 900 volte la Concentrazione Soglia di Contaminazione.
In merito al primo lotto della discarica pubblica di Contrada Autigno (BR), di proprietà del Comune di Brindisi, abbiamo rilevato come appaia di tutta evidenza che, essendo questa la causa della contaminazione della falda posta a valle, bisognerebbe avere il coraggio di rimuovere le circa 130-140.000 tonnellate di RSU tal quale presenti dal 2000 e, attraverso un adeguato progetto di “recupero” delle matrici utili (plastiche e materiali ferrosi e non ferrosi), effettuare un revamping del “pacco impermeabilizzante”.

 

In conclusione abbiamo invitato l’Assessore a interagire con l’Amministrazione Comunale affinché anche la città di Brindisi possa beneficiare di finanziamenti per opere di bonifica ambientale.

 

 

Gabriele ANTONINO (Capogruppo PRI)
Umberto RIBEZZI (Capogruppo PUGLIA POPOLARE)

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