July 17, 2019

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Un altro problema legato al freddo è il riscaldamento degli appartamenti. Non è il riscaldamento in sé che crea problemi ma le chiusure ermetiche di porte e finestre che non permettono il ricambio dell’aria. Se, da una parte, è cosa buona conservare la temperatura corporea, dall’altra non è salutare respirare aria inquinata e consumata.

 

Un tempo, le case non avevano la chiusura ermetica delle porte e delle finestre e ci si riscaldava vicino al camino ove intorno ad esso avveniva un ricambio d’aria. Prima ancora, quando si viveva in grotte o tende, durante i mesi freddi, ci si riscaldava vicino ai falò all’aperto. Vivere in un ambiente riscaldato carente d’aria fresca è estremamente pericoloso. Basti pensare a quello che può succedere quando ci si addormenta, in una stanza piccola non aerata, col braciere pieno di carboni ardenti.

 

Sappiamo che il fuoco per alimentarsi ha bisogno di ossigeno. Pertanto, i carboni accesi consumano l’ossigeno presente nell’ambiente producendo monossido di carbonio che è letale per uomini ed animali. Anche il calore secco prodotto dai termosifoni può creare dei disturbi all’apparato respiratorio. È buona norma mettere sui termosifoni un contenitore d’acqua la quale evaporando tiene umida l’aria dell’ambiente.

 

Chi usa il riscaldamento notturno a finestre chiuse rischia di alzarsi con mal di testa, mal di gola ed altri disturbi respiratori. Personalmente, anche di notte e d’inverno, cerco di avere la finestra della camera da letto un po’ aperta per il ricambio dell’aria, e questo lo faccio da oltre 28 anni. Ancora ricordo come mi svegliavo intontito, al mattino, quando d’inverno dormivo, con le finestre chiuse per combattere il freddo.

 

Un’altra esperienza interessante che ho fatto tantissimi anni fa è stata la seguente: per combattere il freddo invernale, ero solito indossare maglioni con collo a dolcevita e spesso anche la sciarpa. Eppure, ero frequentemente raffreddato e con il mal di gola. Non sapevo, a quel tempo, quello che so oggi. Sono oltre 25 anni che non indosso maglioni accollati nemmeno in presenza di neve. Il freddo lo combatto con il movimento, all’esterno, e il riscaldamento aerato, all’interno.

 

L’abbassamento della temperatura ambientale influenza quella del corpo la quale, però, deve rimanere il più vicino possibile a 37 °C affinché le funzioni corporee siano efficienti. Con l’abbassamento della temperatura corporea tutte le funzioni organiche vengono disturbate, da quelle nutritive a quelle escretorie, perché il freddo riduce il calibro dei vasi sanguigni rallentando la circolazione sia in entrata che in uscita.

 

A contrastare la riduzione dei vasi sanguigni, soprattutto dei capillari, è molto utile la tecnologia ad infrarossi lunghi. Questa tipologia di infrarossi è in grado di penetrare fino a 5-6 centimetri sotto la cute in modo uniforme. In questo modo tutta la rete capillare epidermica ne trae un grande beneficio a vantaggio di tutto l’organismo. Il calore percepito con questo tipo di radiazione infrarossa non è estremo e fastidioso, eppure è più duraturo ed efficace nel tempo.

 

Continua….

 

Rocco Palmisano

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