March 20, 2026

Villa Castelli: eseguita misura cautelare nei confronti di due fratelli ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro il patrimonio.

Nella mattinata del 19 marzo 2026, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Francavilla Fontana, con il supporto del Nucleo Cinofili Carabinieri di Modugno e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Puglia” e delle Aliquote di Primo Intervento del Comando Provinciale Carabinieri di Brindisi, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Brindisi su conforme richiesta di questa Procura della Repubblica.

Destinatari del provvedimento sono due fratelli, un 28enne e un 26enne del luogo, individuati quali promotori, organizzatori e capi di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più delitti contro il patrimonio quali furti, ricettazioni, rapina ed estorsione nella forma del c.d. “cavallo di ritorno”, porto e detenzione illegale di armi, commessi tra giugno 2023 e agosto 2025 in diversi comuni della provincia di Brindisi e Taranto.

Il provvedimento cautelare è stato emesso all’esito di un’articolata attività d’indagine, riguardante sette indagati, diretta da questa Procura e delegata al Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Francavilla Fontana.

Tra gli episodi per i quali si procede figurano:

– otto episodi di furti (consumati e tentati) di autovetture e mezzi agricoli;

– sei episodi di ricettazione dei mezzi e varia attrezzatura agricola;

– l’estorsione con il metodo del c.d. “cavallo di ritorno” di un furgone;

– una rapina aggravata messa a segno in un supermercato nel corso della quale i due indagati, con il volto travisato e armati di fucile che puntavano contro la cassiera e clienti, asportavano la somma di € 1.500,00.

Il G.I.P. ha ravvisato la sussistenza a carico degli indagati di gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati contestati, posti in essere con modalità definita “professionale”, nonché delle esigenze cautelari data la ritenuta esistenza di un contesto associativo che rende più concreto il pericolo di reiterazione.

In considerazione della gravità delle condotte, come emerso nel corso della rapina perpetrata dagli indagati mediante un fucile ad un supermercato della provincia di Taranto per procurarsi liquidità, e della personalità dell’indagati, già condannati per delitti analoghi, la misura adottata è stata ritenuta quella più adeguata.

Ovviamente gli indagati non sono da ritenersi colpevoli fino a quando la responsabilità penale non sarà accertata con sentenza irrevocabile.

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