Hanno ragione i cittadini: questa amministrazione è sempre più lontana dalla gente, dalle difficoltà del vivere quotidiano e dai problemi reali della città. È arroccata nel Palazzo, intenta a discutere di commi, capitoli e cavilli burocratici, dimenticando che fuori da quelle stanze c’è una comunità che soffre, stretta dalla crisi occupazionale, dal disagio economico e da una qualità della vita che peggiora giorno dopo giorno.
Nel frattempo spuntano i soliti protagonisti: chi si improvvisa esperto di turismo, chi di marketing territoriale, chi di eventi, chi persino di acustica e di spettacolo. Ma la verità è un’altra. Da troppo tempo, e per responsabilità di tutti, nessuno escluso – me compreso, avendo ricoperto ruoli di governo e di opposizione – Brindisi continua a scivolare sempre più in basso.
La politica ha smesso di guardare al bene comune e troppo spesso si è trasformata in una rincorsa al consenso personale. C’è chi difende interessi di parte nella speranza di raccogliere trenta o quaranta voti in più, magari facendo leva sui residenti o sui commercianti. Ma i cittadini sono liberi, non sono un pacchetto di voti da indirizzare a seconda delle convenienze del momento.
Noi crediamo che il futuro della città non possa essere deciso con polemiche sterili o passerelle mediatiche. Il luogo della responsabilità è quello della politica vera: il Sindaco, la Giunta e i consiglieri comunali eletti dai cittadini devono assumersi fino in fondo il compito di governare. Serve un confronto serio tra politica e competenze tecniche per individuare soluzioni concrete ai problemi di Brindisi, non iniziative di facciata costruite solo per difendere interessi particolari.
Brindisi ha bisogno di visione, di coraggio e di una classe dirigente che sappia guardare avanti. Ha bisogno di discutere di sviluppo, lavoro, decoro urbano, sicurezza, servizi e opportunità per i giovani, non di alimentare discussioni inutili e dannose.
Al Sindaco rivolgo un ultimo appello. Governi ormai una maggioranza frantumata, attraversata da divisioni e contraddizioni sempre più evidenti. Eppure continui a restare immobile mentre la città arretra.
È tempo di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. La tua inoperosità sta contribuendo al declino di Brindisi. Mentre i cittadini attendono risposte, tu continui a parlare al vento, come se bastassero le parole a risolvere problemi che richiedono decisioni e azioni concrete.
Le tensioni interne alla maggioranza, le richieste di spazi politici e gli equilibri di potere hanno ormai presentato il conto. Tutti i nodi sono venuti al pettine.
E anche quest’anno, come già accaduto l’anno scorso, per l’estate brindisina la risposta sarà sempre la stessa: “Ci penserà il mare.” È questa la programmazione dell’Amministrazione comunale. Siamo al ridicolo più assoluto. Una città con enormi potenzialità culturali, turistiche e sociali non può affidare la propria stagione estiva alla fortuna o alla bellezza del suo mare. Governare significa programmare, creare opportunità, attrarre persone e investimenti, non limitarsi a sperare che sia il mare a compensare l’assenza della politica.
Per questo riteniamo che sia arrivato il momento di un gesto di responsabilità. Sindaco, prendi atto del fallimento della tua esperienza amministrativa e rassegna le dimissioni. E lo stesso dovrebbe fare chi continua a sostenerti, perché non si può restare spettatori mentre la città viene trascinata ogni giorno un po’ più in basso.
Brindisi merita di più. Merita una guida capace di ascoltare, decidere e costruire il futuro, non di assistere passivamente al proprio declino.
Claudio Niccoli
Segr. PROV. “CASA DEI MODERATI”
